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Le riforme mettono le ali al Pd. Elezioni anticipate? Non più un tabù

Le riforme mettono le ali al Pd. Elezioni anticipate? Non più un tabù
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Nel giorno in cui viene approvato il Def Renzi è raggiante. Gli 80 euro in busta paga faranno volare il Pd di due o tre punti. Lo assicura ad Affaritaliani.it Alessandro Amadori. Berlusconi alza la voce sulle riforme, ma teme le elezioni anticipate e chiede un incontro al premier. Inside

Sulle riforme Forza Italia ha alzato i toni lanciando ultimatum al governo: o si fanno prima di Pasqua oppure saranno guai. Su Il Mattinale Brunetta torna a segnare la linea di Forza Italia: “Abbiamo chiesto a Renzi di mostrare le carte. Di non rinviare le scelte oltre il 25 maggio, per lucrare un risultato elettorale basato sulla propaganda, ma di trasformare in legge l’Italicum già approvato alla Camera. Renzi non ha risposto nel merito”, scrive la nota politica di FI, “ma ha detto che non vanno bene i toni, che non si ragiona ad ultimatum, altrimenti va avanti da solo. Berlusconi, con la sua forza pacata, ha ristabilito le misure di un dialogo costruttivo, riportandolo sui contenuti e sul metodo”.

Forza Italia mostra i muscoli, ma secondo alcuni la radicalizzazione dello scontro da parte di FI potrebbe nascondere la paura di Silvio Berlusconi delle urne anticipate. Matteo Renzi infatti potrebbe portare a casa la riforma della legge elettorale, insabbiata da tre settimane al Senato, anche senza l’appoggio del Cavaliere. A quel punto nullo gli vieterebbe di andare ad elezioni anticipate, anzi, sarebbe la mossa vincente.

Una mancata riforma di Palazzo Madama darebbe al rottamatore il perfetto alibi per alzare le mani e tornare alle urne per avere una investitura più consistente. I sondaggi infatti lo premiano, dando il Pd in salita costante. Se poi le riforme contenute nel Def andassero in porto, dieci milioni di italiani si troverebbero in tasca ottanta euro in più al mese, una bella somma per chi ha uno stipendio di mille euro. E c’è da scommetterci che molti di loro sarebbero riconoscenti e ad elezioni anticipate saprebbero per chi votare. Secondo Alessandro Amadori, numero uno di Coesis Research, contattato da Affaritaliani.it: “Le riforme che Renzi sta mettendo in campo potrebbero valere due o tre punti percentuali, vale a dire tra i 600mila e i 900mila voti“.

Ecco allora che Berlusconi avrebbe chiesto un incontro con Renzi per avere rassicurazioni in merito alle riforme e all’intenzione del premier di andare avanti fino a fine legislatura. Anche perché tra gli azzurri i malumori sono sempre più forti e alcuni paventano una nuova scissione…