Fantapolitica? Può darsi. Sta di fatto che questa tornata elettorale nei Paesi Bassi va guardata con molta attenzione. Il tema migratorio sembra essere tornato di grande attualità
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Si è concluso lo spoglio dei voti delle elezioni politiche 2023 in Olanda, con i risultati ormai ufficiali che premiano Geert Wilders, il leader del partito di destra PVV che in Europa da anni è alleato di Matteo Salvini. Nonostante ciò, è divenuto celebre un suo cartello dove nel 2020 prometteva di “non dare un centesimo all’Italia”.
Con il 94% delle schede scrutinate, i risultati delle elezioni legislative in Olanda – dove vige un sistema di voto proporzionale – vedono in testa PVV con il 23,3% dei voti. Il suo successo riflette il malcontento di una parte dell’elettorato verso le politiche europee e migratorie, ma anche verso la gestione della pandemia da parte del governo uscente di Mark Rutte.
Al secondo posto si è piazzata la coalizione tra Sinistra Verde (GL) e Partito del Lavoro (PvdA), guidata da Frans Timmermans, con il 20,1% dei voti e 25 seggi. La coalizione è di orientamento progressista e ambientalista, e sostiene una maggiore integrazione europea e una transizione ecologica. Il suo successo dimostra che c’è una domanda di cambiamento e di riforme sociali ed ecologiche da parte di una parte dell’elettorato, soprattutto tra i giovani e le donne. Al terzo posto si è classificato il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) del premier uscente Mark Rutte, con il 19,3% dei voti e 24 seggi. Il VVD è un partito di centro-destra liberale e pro-europeo, che ha governato il paese dal 2010 in diverse coalizioni. La sua perdita di consenso è dovuta alla crisi politica che ha portato alla caduta del suo governo.
Se traducessimo questi risultati in quelli di un’ipotetica elezioni italiana, avremmo la Lega al 23%, un campo stretto di centrosinistra (Pd più Alleanza Verdi Sinistra e +Europa) anch’essa al 23% circa, un’alleanza ristretta di centro destra FdI più FI al 19%, i Cinque Stelle sempre attorno al loro 18% e il rimanente 17% disperso su altri partiti. Avremmo cioè un quadro con il centrodestra nel suo complesso (42%) molto vicino al “campo allargato” di centrosinistra (41%), una certa maggiore dispersione su altre forze e soprattutto un ribilanciamento di consistenze elettorali fra Lega e FdI. Fantapolitica? Può darsi. Sta di fatto che questa tornata elettorale nei Paesi Bassi va guardata con molta attenzione. Il tema migratorio sembra essere tornato di grande attualità.


