Lega di lotta e di governo: così il partito di Salvini porta avanti le sue istanze - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 11:43

Lega di lotta e di governo: così il partito di Salvini porta avanti le sue istanze

Da una parte la Consob, che ancora non è stata archiviata. Dall’altra il raduno a Roccaraso con Mario Adinolfi che viene invitato ma attacca Zaia. La mappa

Lega, dalla Consob ad Adinolfi: che cosa sta succedendo

Felix The Cat
 

La Lega sta vivendo una fase ad altissima intensità. Il partito guidato da Matteo Salvini si trova a gestire (almeno) due fronti caldi. Il primo è quello che riguarda la presidenza della CONSOB. E qui non c’è molto da dire: per il Carroccio il candidato ideale, per standing e competenze, era Federico Freni. Il cui nome era stato dato quasi per certo, prima che si arrivasse allo scontro in Cdm. La verità, secondo quanto può ricostruire Affaritaliani, è che l’opposizione al nome di Freni è arrivata nel momento in cui, in Consiglio dei Ministri, si è capito che non si stava parlando dell’attuale sottosegretario al Mef come componente del board della CONSOB, ma come presidente.

A quel punto Forza Italia si è opposta. “Il partito dei banchieri - dice un leghista di lungo corso al nostro giornale - si è opposto perché non vede in Freni un interlocutore abbastanza accomodante”. Da Forza Italia arriva però una bocciatura di metodo e di modi: non si è stati molto felici (eufemismo) per la gestione dell’opa di UniCredit su BancpoBpm, naufragata per l’imposizione del golden power da parte del governo; e soprattutto non si è voluto che la Lega si prendesse la presidenza della CONSOB alla vigilia di una stagione di nomine che vedrà gli AD delle grandi partecipate - salvo improbabili colpi di scena - restare al loro posto mentre i presidenti potrebbero cambiare, con un equilibrio politico che deve essere necessariamente trovato.

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In realtà, secondo quanto risulta ad Affaritaliani, la Lega pensa ancora di poter puntare su Freni, le diplomazie - come si dice in questi casi - sono al lavoro ed è probabile che una quadra si possa trovare magari rinunciando a un’altra authority come l’Anac o alla poltrona di presidente di una partecipata.

L’altro tema invece è squisitamente di politica interna al partito, e qui tutto ruota intorno al raduno della Lega di Roccaraso. Succede che uno dei vicesegretari, Claudio Durigon, inviti Mario Adinolfi per parlare di famiglia e di determinati diritti. L’ex politico Pd accetta ma contestualmente inizia ad attaccare Luca Zaia dicendo che ormai la Lega si sta appiattendo su istanze pro-eutanasia e LGBTQ (tema su cui si è espresso anche Freni). Di più: Adinolfi critica la scelta di non invitare il generale Vannacci, sempre più ai margini del partito, ma di chiamare invece Francesca Pascale.

Dalla Lega fanno sapere che si tratta di una normale contrapposizione tra le diverse anime del partito, alcune più conservatrici, altre decisamente più aperte in tema di diritti. Solo che l’attacco di Adinolfi a Zaia non passa inosservato, e l’invito viene prontamente ritirato. Adinolfi mugugna come suo solito. Ma la strada della Lega più aperta verso anche istanze un tempo lontane dalle sue sensibilità sembra ormai tracciata.