Ieri sera Matteo Salvini ha incontrato in una cena in un ristorante in campagna, ad ovest della Capitale, i “suoi romani” e cioè i sostenitori del progetto di “Noi con Salvini” che sono accorsi in massa -nonostante la pioggia battente- per ascoltare il leader leghista appena reduce dalla Piazza Rossa di Mosca dove ha detto che “anche Lenin voterebbe per il No”.
L’evento è stato organizzato dai reggenti romani tra cui Fabio Sabbatani Schiuma che ha portato la sua organizzazione “Riva Destra” al gran completo e dal coordinatore romano Felice Squitieri.
Salvini vuole ripartire da Roma, da dove cioè si era fermato nel 2015 il progetto “Noi con Salvini” bloccato da dissidi interni e che comunque aveva ottenuto -con la nuova reggenza del senatore Centinaio- qualche successo alle comunali.
Salvini, nel suo discorso ai convenuti, ha parlato della necessità di dire un “No” convinto e deciso al referendum costituzionale di Matteo Renzi a cominciare proprio dalla sua Lombardia.
“L’Italia” -ha detto il leader leghista- è una Repubblica sovrana e nella nuova Costituzione proposta da Renzi si legge ben 12 volte la parola ‘Europa ed io ai miei figli voglio lasciare una Nazione in cui non devono chiedere il permesso a Bruxelles per aprire una azienda o decidere del proprio destino”.
“Io sento ancora dire dei nomi, Cicchitto, Quagliariello, Berlusconi, Parisi e mi sono sinceramente stufato di chiacchere. Io sono pronto e ci metto la faccia: Il 4 dicembre -ha continuato Matteo Salvini- battiamo Renzi ed andiamo a governare.”
Salvini ha poi illustrato il progetto di riforma fiscale della Lega con la “flat tax” che tra l’altro “ha portato a vincere un signore, Trump, in un paesino che si chiama Stati Uniti d’America”.

