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Dal banco al guardaroba: il decoro diventa una questione scolastica. Tutte le nuove regole, pure il cambio d’abito

Al Gentileschi di Centocelle una nuova circolare detta le regole sull’abbigliamento: prima il richiamo, poi la famiglia e, se necessario, il cambio dei vestiti

Dal banco al guardaroba: il decoro diventa una questione scolastica. Tutte le nuove regole, pure il cambio d’abito

Nuovo giro di vite a scuola. Non solo addio burqa. Troppo coperti non va bene, ma neanche scoprirsi è accettabile: via crop top, i pantaloncini corti e le infradito. Al primo episodio arriva il richiamo. Se lo studente insiste e si ripresenta con un abbigliamento ritenuto non adeguato, la scuola informa la famiglia. E, nei casi previsti, può arrivare anche la richiesta di cambiarsi.

Crop top, shorts e infradito: ecco cosa vieta la circolare

Dal banco al guardaroba: il decoro diventa una questione scolastica. Tutte le nuove regole, pure il cambio d’abito
Ultimo giorno di scuola, l’uscita dal Liceo Visconti

Al “Gentileschi”, istituto comprensivo in zona Centocelle, niente sconti. Il documento riguarda i tre ordini di scuola dell’istituto, dall’infanzia alle medie con una parte specifica all’abbigliamento scolastico adeguato. Tra i capi indicati indicati come “non conformi” i pantaloncini estremamente corte, le magliette corte o crop top, le canottiere e gli indumenti che lasciano vedere l’intimo. Nel mirino anche i capi definiti “eccessivamente sbracati”. Quanto alle  calzature considerate, vietate ciabatte da spiaggia, infradito e qualsiasi scarpa che non sia assicurata al tallone: questione di sicurezza. L’obiettivo indicato dalla scuola è evitare cadute e infortuni. Indicazioni ancora più precise valgono per le ore in palestra, dove sono richiesti pantaloni sportivi, maglietta di cotone e scarpe da ginnastica pulite, con suola adatta e “correttamente allacciate”.

Prima il richiamo, poi la lettera alla famiglia

La novità più rilevante non riguarda però soltanto l’elenco dei capi da evitare, ma il sistema previsto per far rispettare le regole. La circolare varata dall’istituto affida a docenti e personale Ata il compito di vigilare sull’abbigliamento degli studenti. Alla prima inosservanza, si dovrà procedere con un richiamo verbale. Se la violazione si ripete, scenderà in campo la scuola che attiverà un nuovo protocollo e  informerà la famiglia della situazione venutasi a creare attraverso un’annotazione sul Registro Elettronico. Se ritenuto necessario, si può anche richiedere un cambio d’abito. Alle famiglie è anche chiesto di “intercettare e guidare” le scelte dei figli prima dell’ingresso a scuola, affinché l’istituto possa rimanere, secondo quanto scritto nella circolare, «un luogo sicuro, formativo e di rispetto reciproco”.

Il dress code è già presente in altre scuole di Roma

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L’uscita dei ragazzi del Liceo Ginnasio Visconti

Il caso del Gentileschi si inserisce in una questione che non è nuova a livello nazionale. Il tema del dress code è già diffuso tra gli studenti. In un sondaggio Skuola.net del settembre 2023, realizzato su 1.088 ragazzi, il 22,6% dichiarava che nella propria scuola era già in vigore un dress code, mentre il 61% riferiva di un generico invito a presentarsi con un abbigliamento adeguato. A Roma si va nel dettaglio: al Liceo Vittoria Colonna vietati bermuda, canottiere, jeans molto strappati, maglie troppo corte o eccessivamente attillate, ciabatte e infradito, oltre a tacchi e zeppe troppo alte. Al Cannizzaro dell’Eur sono indicati tra i capi non appropriati gli shorts sopra il ginocchio e tutti gli indumenti corti o scollati. Le indicazioni legate al decoro al “Magarotto di Casal Lumbroso” sono meno restringenti, ma incuriosisce la norma di “evitare un abbigliamento da spiaggia o da discoteca”.