In Fratelli d’Italia considerano Roma la “norma” e Milano l’”anomalia“. Tradotto: si sta andando verso un patto Meloni-Salvini e il caso del capoluogo lombardo, dove il Centrodestra tradizionale è coeso attorno a Stefano Parisi, addirittura con un pezzo di Ncd (quello di Maurizio Lupi), è un caso isolato che difficilmente potrà ripetersi. Ma siamo propri sicuri che le cose stanno così?
Uno dei massimi esponenti di Fdi si lascia scappare un laconico “vediamo cosa succede nella Lega…“. Cioè? Semplice. Matteo Salvini e i suoi fedelissimi, dai capigruppo Centinaio e Fedriga alle nuove leve come il direttore di Radio Padania Alessandro Morelli, tirano dritto e almeno su Roma sparano alzo zero contro Forza Italia e l’ex Cavaliere.
Ma nel Carroccio non tutti sono (o almeno sembrano) allineati. Se Luca Zaia in Veneto potrebbe fare anche a meno degli azzurri, ridotti ai minimi termini, in Lombardia Roberto Maroni senza Forza Italia non avrebbe più la maggioranza in Consiglio regionale. E infatti a spingere per una coalizione unita all’ombra della Madonnina, diversamente da quello che è accaduto nella Capitale, è stato proprio l’ex ministro dell’Interno ed ex segretario federale.
Maroni – stando a quanto risulta ad Affaritaliani.it – (questa volta alleato al fondatore del Carroccio Umberto Bossi) nutre più di un dubbio sulla scelta di rompere con l’ex Cavaliere e con Forza Italia. Dai vertici della Lombardia sarebbe arrivato più di un invito alla prudenza nelle dichiarazioni spesso al vetriolo contro Berlusconi e gli azzurri da parte di Salvini e dei salviniani.
Come spesso accade, nel ruolo di cerniera e di mediatore c’è Giancarlo Giorgetti, il vero numero due della Lega che, dietro le quinte, sta faticosamente cercando di tenere insieme le posizioni talvolta diverse del Governatore lombardo e del segretario federale del Carroccio. Fratelli d’Italia attende di capire come evolverà il dibattito in Via Bellerio, anche se molto dipenderà dal responso delle urne.


