Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Nelle Lega Nord tutti guardano all’incontro di lunedì tra il segretario Salvini, il Governatore del Veneto Zaia e il ribelle veronese Tosi. La Liga Veneta, guiadata proprio dal primo cittadino scaligero ha deciso che alle Regionali ci saranno anche liste civiche accanto al simbolo del Carroccio. Ma la linea di Salvini è chiara: solo la Lega e la lista del presidente, quindi quella di Zaia. Ma Tosi vorrebbe anche una sua lista civica alle Regionali di maggio. Il leader non può accettarlo perché significherebbe certificare che nella Lega il sindaco di Verona non è solo una corrente ma di fatto è come se guidasse un partito nel partito. Non a caso Salvini ad Affaritaliani.it ha detto senza mezzi termini che in Veneto “chi vince e chi ha vinto si chiama Zaia“.
Ma la tensione è alle stelle. Accetterà Tosi di farsi da parte e sottostare al diktat di Via Bellerio? Indiscrezioni interne al movimento parlano di un congresso straordinario l’8 marzo proprio per modificare lo statuto e diminuire i poteri dei segretari nazionali (regionali nel lessico leghista) e impedire quindi a Tosi di avere l’ultima parola sulle liste e sulle alleanza in Veneto. Le decisioni devono essere prese da Salvini d’accordo con il candidato, quindi Zaia, che tra i due sta al 100% con il segretario federale. Il problema è che se Tosi non accettasse la linea del leader (e del Governatore uscente) potrebbe anche decidere un clamoroso strappo e presentarsi come Governatore del Veneto appoggiato da Corrado Passera (contatti ci sarebbero già stati in tal senso), e magari dall’Udc e dall’Ncd, rischiando così seriamente di far perdere la Lega e Zaia (e di far vincere il Pd con Alessandra Moretti) proprio in una delle Regioni simbolo per il Carroccio.

