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Politica


Dopo la proposta del Consiglio nazionale veneto di 35 espulsioni per i militanti che hanno contestato il segretario nazionale Flavio Tosi a Pontida, e' finita con contestazioni e tafferugli la riunione del 'Consiglio Nathional' a Padova. Tra urla e spinte i militanti sono entrati nella sede del Consiglio insultando Tosi e il consiglio riunito: "fuori i fascisti dalla Lega, Tosi sei finito". Due militanti sono arrivati alle mani ed e' stata chiamata un'ambulanza per uno di questi. I militanti espulsi inferociti hanno promesso vita dura al segretario nazionale e ai tosiani. Inascoltati i richiami all'unita' del presidente della Regione, Luca Zaia, che ha partecipato senza diritto di voto.

Dopo il tafferuglio sul posto anche i Carabinieri, che sono arrivati nella sede del partito. I sanitari, invece, hanno soccorso Paolo Pizzolato, segretario provinciale di Venezia fino al commissariamento deciso da Tosi; l'uomo e' stato colpito al volto. 

E' arrivata allo scontro la situazione dopo il Consiglio nazionale in Veneto: quando il segretario Flavio Tosi e' uscito dalla sede alcuni militanti lo hanno inseguito e hanno tentato di aggredirlo e lo hanno insultato. "Vattene traditore, hai distrutto la Lega", hanno gridato gli "espulsi", esacerbati anche dalle condizioni del segretario commissariato di Venezia, Paolo Pizzolato, a terra a farsi curare dai sanitari dopo un colpo al volto. "Non ha avuto nemmeno il coraggio di fermarsi". Cosi' i militanti leghisti al termine del Consiglio Nathional a Padova. Il segretario nazionale Flavio Tosi e' dovuto uscire scortato dai Carabinieri per evitare gli assalti dei contestatori.

"Mi pare che l'ipotesi più probabile che venga eletto qualcuno che poi scioglie le Camere e si torna al voto a luglio, il che sarebbe un disastro per la nostra economia". Lo ha detto Roberto Maroni a Trieste a margine di un incontrto elettorale. "Noi non temiamo il voto - ha aggiunto il segretario della Lega - ma le conseguenze negative che una situazione cosi' portera' sulle nostre aziende". Secondo Maroni "c'erano le condizioni, solo che Bersani non ha avuto il coraggio necessario, questa e' la mia opinione, poteva farlo il governo".

''E' una notizia falsa smentita dal diretto interessato''. Lo dice Roberto Maroni commentando le notizie emerse ieri sera su Umberto Bossi e una possibile scissione del partito. ''E' una cosa che non c'e' nella realta', qualcuno l'ha inventata da Roma immagino'', ipotizza il segretario della Lega.

 BOSSI - "Non sono andato io dal notaio, come dite voi, dovete chiedere a Leoni". In un'intervista al Tgr Lombardia, Umberto Bossi ha ribadito di non essersi recato dal notaio per costituire un'associazione, insieme ad un gruppo di fedelissimi, come si e' sostenuto in alcune ricostruzioni di stampa. C'e' andato, ha continuato, Leoni per registrare "un'associazione per fare un giornale di cultura". Solo per un'associazione? "Si'", ha risposto il presidente federale della Lega Nord.

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