“Il provvedimento passa di sicuro, poi vedremo con quanti numeri”. Lo afferma ad Affaritaliani.it il capogruppo dei senatori della Lega Massimiliano Romeo a poche ore dal cruciale voto di fiducia dell’aula di Palazzo Madama sul decreto sicurezza bis. “Previsioni sull’esito non ne abbiamo fatte, vediamo i numeri e poi faremo le nostre valutazioni”. L’esito della votazione di oggi avrà ripercussioni sulla tenuta del governo? “Non lo so, sono cose che deciderà Salvini. L’importante ora è che passi il decreto e siamo assolutamente fiduciosi”. E se mancassero i famigerati 161 voti della maggioranza assoluta dei componenti dell’Aula? “Non servono i 161 voti, serve la maggioranza semplice”, risponde Romeo. “E’ chiaro che vedremo, in base all’esito della votazione, quanti numeri ha questa maggioranza in Parlamento qua al Senato”.
Sicurezza bis, ufficiale: il governo pone la fiducia in aula al Senato – Al termine della discussione generale in Aula al Senato sul decreto Sicurezza bis, intervenndo in Assemblea, il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, a nome del governo, ha posto “la questione di fiducia sull’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto”.
SICUREZZA BIS, OPPOSIZIONI DI CENTRODESTRA APRONO, NO ALLA SFIDUCIA – Il governo della ‘non sfiducia’? Si’, delle opposizioni di centrodestra. Sul decreto sicurezza bis si stempera la tensione. Il quorum, alla luce delle dichiarazioni delle ultime ore, sara’ raggiunto e anzi l’esecutivo avra’ il problema di tenere a distanza le opposizioni di centrodestra, oramai molto vicine al perimetro della maggioranza. Lega e Cinque Stelle avrebbero sulla carta 165 voti, frutto della convergenza dei 107 senatori M5s e dei 58 leghisti. Considerato che Bossi – convalescente – non votera’, e che i dissidenti M5s contrari al provvedimento potrebbero essere 5, il numero dei senatori gialloverdi in grado di votare fiducia e provvedimento sarebbero 160. A questi bisogna pero’ aggiungere 5 componenti del gruppo misto e del gruppo Per le autonomie che si sono dichiarati a favore. Viene cosi’ superata nuovamente l’asticella della maggioranza assoluta, quota 161, e ristabilita l’integrita’ numerica dei 165 voti a favore. Ma a questo punto entrano in campo le opposizioni. Fdi ha annunciato che si asterra’, voto che al Senato non corrisponde piu’ a voto contrario, dopo la riforma del regolamento. Forza Italia passera’ sotto lo scranno della fiducia senza dire si’, ma neanche no e neppure astensione. Per gli azzurri ‘non partecipazione al voto’. A conti fatti contrari saranno solo Pd, senatori di sinistra e senatori del misto e delle autonomie che non votano la fiducia. In totale una settantina di voti ‘no’.
I senatori di Forza Italia al momento del voto di fiducia sul dl sicurezza sfileranno sotto la presidenza dicendo “non partecipo al voto”. E’ questa la scelta individuata durante la riunione del gruppo a Palazzo Madama, secondo quanto si apprende, e che non fa abbassare il quorum – viene riferito – a differenza di quanto sarebbe accaduto se FI avesse lasciato l’Aula.
Il governo rischia stasera sul decreto sicurezza bis? “Spero di no perché il decreto sicurezza fa bene all’Italia. Ci sono due voti su cui non si scappa: quello sul decreto sicurezza e quello sulla Tav. Lì o ci sono i si o ci sono i no. Non esistono i forse”, ho detto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a margine dell’inaugurazione del nuovo hub ferroviario di Rogoredo a Milano.
Intanto l’Aula del Senato ha respinto le questioni pregiudiziali al decreto legge sicurezza con 217 contrari, 53 favorevoli e 2 astenuti.


