Via libera alla Legge di Bilancio 2017 (al massimo con qualche piccolo aggiustamento) e in cambio l’Italia non alzerà più di tanto la voce sulla questione della ripartizione dei migranti. Fonti qualificate del Partito Democratico danno questa chiave di lettura del vertice Ue che si è appena concluso a Bruxelles.
In sostanza il premier avrebbe accettato di smussare i toni della polemica sui profughi, e infatti in conferenza stampa le sue parole sono state molto concilianti tra “passi in avanti” e “cambio di linguaggio“, dopo l’assicurazione che né la Commissione né i partner europei (Germania e Francia in testa) si metteranno di traverso sulla manovra economica.
Il presidente del Consiglio ha bisogno del via libera europeo per spingere il sì al referendum istituzionale del prossimo 4 dicembre, la Merkel e Hollande (che il prossimo anno vanno al voto per elezioni cruciali) non possono assolutamente assecondare le richieste del governo italiano sulla ripartizione dei migranti. Ed ecco che, stando alle ricostruzioni che vengono fatte in ambienti politici anche del Pd, si è arrivati al compromesso manovra-migranti tra Italia e Unione europea.
Un irrigidimento di Bruxelles sui conti pubblici obbligherebbe l’esecutivo a rivedere i provvedimenti a favore dei pensionati, delle Partite Iva e delle imprese (ovvero un grosso bacino elettorale). Al tempo stesso a Bruxelles, ma soprattutto a Berlino e a Parigi, premono affinché l’Italia non ponga con forza il tema dell’immigrazione e continui a gestire autonomamente gli sbarchi. Sarà davvero così? Osservando quanto accaduto a Bruxelles pare proprio di sì…


