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Legge elettorale, 30 ricorsi contro lo Stabilicum: i sei punti nel mirino

La Rete per un voto libero e uguale annuncia i depositi il 26 ottobre e punta a una pronuncia della Consulta prima delle elezioni

Legge elettorale, 30 ricorsi contro lo Stabilicum: i sei punti nel mirino

La Rete per un voto libero e uguale ha annunciato 30 ricorsi contro la nuova legge elettorale, ribattezzata Stabilicum, da depositare il 26 ottobre in tutta Italia. I promotori contestano sei aspetti della riforma e vogliono ottenere una pronuncia della Corte costituzionale prima delle prossime elezioni politiche.

Premio di maggioranza, seggi e firme: le sei contestazioni dei costituzionalisti

Il premio di maggioranza, il suo calcolo su base nazionale anche al Senato e le modalità di assegnazione dei seggi sono tra gli aspetti della nuova legge elettorale che i costituzionalisti della Rete per un voto libero e uguale intendono sottoporre al vaglio dei giudici. Durante una conferenza stampa alla Camera dei deputati, i promotori hanno illustrato le ragioni dei ricorsi contro lo Stabilicum, approvato definitivamente dal Parlamento. Enrico Grosso, tra i costituzionalisti impegnati nell’iniziativa, ha richiamato le precedenti decisioni della Corte costituzionale sulle leggi elettorali. “Riteniamo che molti aspetti questa legge riflettono punti gia’ dichiarati incostituzionali in passato”, ha dichiarato.

“La prima questione è il premio maggioranza, sia in termini numerici sia sotto l’aspetto delle modalità di assegnazione attraverso un numero fisso”, ha spiegato Grosso. La seconda contestazione riguarda l’autonomia delle basi elettorali delle due Camere, con particolare riferimento all’attribuzione del premio di maggioranza al Senato sulla base dei risultati nazionali. Il terzo rilievo interessa la libertà di voto e la selezione degli eletti, comprese le “modalità in cui i seggi vengono assegna ai singoli”. Gli altri tre aspetti contestati riguardano la parità di accesso e le misure di riequilibrio di genere, l’obbligo di indicare il candidato alla presidenza del Consiglio e le regole sulle sottoscrizioni necessarie per partecipare alla competizione elettorale.

A spiegare l’obiettivo politico e giuridico dell’iniziativa è stato Roberto Zaccaria, intervenuto alla Camera insieme agli esponenti delle opposizioni parlamentari: “Oggi c’è la staffetta tra i parlamentari che hanno fatto una opposizione molto forte e la società civile. La legge è gravemente incostituzionale e per questo presentiamo una straordinaria macchina dei ricorsi. La reazione è forte, nell’esercizio dell’articolo 24 e con l’obiettivo di arrivare alla Corte costituzionale prima delle elezioni”.

I promotori hanno fissato al 26 ottobre la presentazione dei 30 ricorsi sul territorio nazionale. La legge elettorale, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 ottobre, entrerà invece in vigore il 24 ottobre 2026.

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