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Legge elettorale, è scontro su firme e premio di maggioranza: le reazioni da destra e sinistra

L’Aula del Senato ha approvato la riforma della legge elettorale con 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti

Legge elettorale, è scontro su firme e premio di maggioranza: le reazioni da destra e sinistra

Il Melonellum supera l’esame del Senato e torna alla Camera, dove il voto è calendarizzato il 28 settembre. La maggioranza difende la riforma: “preferenze e soglia per la raccolta firme garantiranno più stabilità e una scelta più consapevole degli elettori”. Le opposizioni attaccano: “È una legge truffa” e un tentativo di blindare il potere. Da Bonelli a De Cristofaro, passando per Boccia, è scontro frontale.

Il centro destra difende la riforma: Donzelli: “italiani liberi di scegliere”, Romeo: “Premio maggioranza consente di governare” e la Casellati “chiama” la Camera dei Deputati

Legge elettorale, è scontro su firme e premio di maggioranza: le reazioni da destra e sinistra
Legge elettorale, è scontro su firme e premio di maggioranza: le reazioni da destra e sinistra
Legge elettorale, è scontro su firme e premio di maggioranza: le reazioni da destra e sinistra

“Credo sia ora che gli italiani possano scegliere quando vanno a votare”. Giovanni Donzelli, di Fratelli d’Italia, difende così la legge elettorale approvata dal Senato. “Credo che evitare delle schede con centinaia di liste che non rispondono a nessuno sia giusto”. Anche Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Senato, difende l’impianto della riforma: “Bisognava garantire che ci fosse un governo scelto dalla volontà del popolo con una maggioranza ed un premio di maggioranza che consentisse di governare”. La ministra delle Riforme Elisabetta Casellati dopo il via libera di Palazzo Madama rivendica la bontà della legge e lancia un segnale diretto verso Palazzo Montecitorio dove potrebbero ritrovare spazio i franchi tiratori come accaduto a luglio: “Non vedo scogli, qui al Senato è passata, sono ottimista anche per quando la legge tornerà alla Camera”.

AVS, De Cristofaro: “170 giorni persi”. Bonelli: “Meloni ha dato una svolta autoritaria”

Legge elettorale, è scontro su firme e premio di maggioranza: le reazioni da destra e sinistra
Legge elettorale, è scontro su firme e premio di maggioranza: le reazioni da destra e sinistra

Dall’opposizione arriva un attacco durissimo. “Abbiamo perso 170 giorni dietro la legge elettorale”, ammonisce  Peppe De Cristofaro, capogruppo di AVS e presidente del gruppo Misto al Senato. “Invece di occuparsi delle grandi questioni che stanno a cuore agli italiani il Parlamento si è occupato di legge elettorale. Questa  la riforma serve alla destra per blindare le poltrone e blindare il potere. L’abnorme premio di maggioranza intacca le soglie di garanzia volute dai padri costituenti”.  Gli fa eco Angelo Bonelli. “Da mesi Giorgia Meloni ha bloccato il Parlamento sulla legge elettorale e impedisce alle forze politiche fuori dal Parlamento di presentarsi alle prossime elezioni. La premier ha dimenticato da dove viene: non è più l’underdog, non è più del popolo, ora è il punto di riferimento dei salotti bancari e finanziari”.

La profezia di Boccia (Pd): “Legge si schianterà”. Maiorino (M5S): “Questo testo è antidemocratico”

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Legge elettorale, è scontro su firme e premio di maggioranza: le reazioni da destra e sinistra

Il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia prevede un futuro difficile per la riforma. “Penso che questa legge elettorale si schianterà davanti alla Consulta. È un attacco alla democrazia. La presidente del Consiglio si è chiusa nel fortino di Palazzo Chigi  per modificare le regole e mantenere il potere del resto non ha molte alte alternative. Andremo in supporto di chi rischia di rimanere escluso dalla coalizione”. La vice presidente del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino non lascia spazio alle interpretazioni: “Il testo, così come è stato concepito, è un danno per il paese e comprime la democrazia, ci sono listini bloccati, perché i nomi sono indicati dalle segreterie di partito e solo il 18% sarà realmente eletto dalle preferenze, complice anche il premio di maggioranza che imporrà nuovi parlamentari e prevarrà sulla volontà degli elettori”.