Punti chiave
- Legge elettorale, maggioranza verso lo stop alla soglia per i "cespugli"
- Legge elettorale, slitta la ripresa dell'Aula: si riparte alle 14.30
- Legge elettorale, riunione di maggioranza al Senato
- Circa 100 emendamenti inammissibili
- Casellati: "La riforma restituisce la certezza del voto"
- Preferenze, FdI apre al confronto con l’opposizione
La maggioranza si prepara a sostenere in Aula l’emendamento di Fratelli d’Italia, a prima firma Zedda, che punta a cancellare la soglia del 3% prevista per i partiti minori ai fini dell’assegnazione del premio di maggioranza. La modifica, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari di centrodestra, dovrebbe quindi eliminare il cosiddetto meccanismo anti-cespugli introdotto alla Camera su iniziativa di Forza Italia.
Se la proposta sarà approvata, anche i voti raccolti dalle liste che non raggiungono il 3% – persino quelle ferme sotto l’1% – contribuiranno al calcolo necessario per l’attribuzione del premio alla coalizione.
Parallelamente, nella maggioranza si starebbe valutando una possibile riformulazione dell’emendamento per aumentare il numero di firme richieste per presentare una lista alle elezioni. L’obiettivo sarebbe quello di limitare la proliferazione delle cosiddette liste “civetta”.
Secondo quanto si apprende, slitta di mezz’ora la ripresa dei lavori dell’Aula del Senato sulla legge elettorale. L’esame del provvedimento, inizialmente previsto per le 14, riprenderà alle 14.30.
È in corso al Senato una riunione di maggioranza sulla riforma della legge elettorale. Al tavolo, secondo quanto si apprende, sono presenti alcuni tecnici della maggioranza e i capigruppo, oltre alla ministra delle Riforme Elisabetta Casellati e al presidente della commissione Affari costituzionali Andrea De Priamo. Il confronto arriva mentre prosegue in Aula l’esame del provvedimento e restano aperti i nodi legati agli emendamenti. Intanto, il governo starebbe valutando l’ipotesi di rimettersi all’Aula sulle proposte di modifica alla legge elettorale delle opposizioni sulle preferenze.
Sono circa un centinaio gli emendamenti dichiarati inammissibili in Aula al Senato nell’ambito dell’esame della riforma della legge elettorale. Intanto le opposizioni stanno intervenendo in Aula per illustrare il complesso delle proposte presentate.
La ministra delle Riforme Elisabetta Casellati difende l’impianto della nuova legge elettorale e, in particolare, l’introduzione dell’indicazione obbligatoria del candidato premier. “Non tocca i poteri del capo dello Stato”, ha spiegato, sottolineando che la misura “risponde all’esigenza di responsabilità delle forze politiche nei confronti degli elettori”. E ha aggiunto: “Non c’entra nulla con il premierato, e quindi parlare di deriva autoritaria e lacerazione del tessuto istituzionale è davvero un fuor d’opera”.
“L’obiettivo della legge elettorale è la stabilità, questo è un fatto non una teoria. Quindi non nasce per convenienza della nostra parte politica ma per dare agli italiani la possibilità di sapere prima chi li governerà. La riforma elettorale restituisce la certezza del voto: chi vince governa, chi perde fa opposizione”, ha detto la Ministra.
Sul dibattito politico e sulle critiche rivolte alla maggioranza: “È come un ritornello l’invito al governo e al Parlamento a pensare alla vita reale degli italiani anziché alla legge elettorale. Ma è la vita reale stessa che ci insegna il contrario: tutti noi svolgiamo vari ruoli e mai abbiamo pensato che dedicandoci a un ruolo non possiamo svolgere gli altri. Ed è sotto gli occhi di tutti che il governo sta affrontando i problemi del Paese, non sacrificandoli sull’altare della legge elettorale”.
In chiusura, Casellati ha richiamato una frase di Pier Paolo Pasolini: “Mi fa paura il fascismo dell’antifascismo di maniera”.
Dopo il confronto andato avanti fino a tarda notte, la maggioranza torna a riunirsi questa mattina, mentre si avvicina il momento del voto sugli emendamenti. Il punto più delicato riguarda le preferenze: la proposta avanzata dal Pd ha infatti riaperto una frattura nel centrodestra, con Fratelli d’Italia disponibile a valutare un’intesa e Forza Italia che, invece, guarda con forte preoccupazione all’ipotesi. Il nodo rischia di condizionare l’intero percorso della riforma e lascia ancora aperto l’esito del confronto parlamentare. A portare la questione direttamente in aula è stato il responsabile Riforme del Pd, Alessandro Alfieri, che ha rivolto un appello alla maggioranza: “Votate il nostro emendamento per inserire preferenze vere, in modo che i cittadini possano decidere davvero i loro rappresentanti”. A fargli eco il Generale Roberto Vannacci.


