Legge elettorale: tra dietrofront improvvisi e rischio franchi tiratori
Giornata cruciale quella di oggi per la nuova legge elettorale, in Aula alla Camera arriva il testo del provvedimento, ma nella maggioranza non c’è accordo e potrebbe succedere di tutto nel segreto dell’urna, visto chei dem chiederanno appunto il voto segreto su ogni singolo punto della nuova legge elettorale.
Ma nella maggioranza non c’è accordo e i segnali sono arrivati chiaramente dalle varie riunioni dei singoli partiti. Dietrofront di Forza Italia – si legge su La Repubblica – su uno dei punti più dibattuti, il presidente dei deputati azzurri Enrico Costa dovrebbe annunciare il cambio di orientamento sull’emendamento, proposto da FdI e Noi moderati, per reintrodurre le preferenze.
Attenzione anche alle mosse della Lega che potrebbe decidere di seguire la stessa strada degli azzurri. Intanto il Pd, che ha riunito i suoi deputati stamattina, si prepara appunto a chiedere il voto segreto su tutti gli emendamenti per i quali è consentito dal regolamento, incluso quello sulle preferenze. Scenari imprevedibili quindi, col rischio che nel segreto dell’urna entrino in azione anche i franchi tiratori. La modifica legata alle preferenze è un provvedimento fortemente voluto dalla premier Meloni.
Il testo sul quale da oggi cominciano le votazioni nell’Aula di Montecitorio prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato – fino a un tetto di 220 eletti nel primo caso e 113 nel secondo – alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 42% dei consensi. Se nessuno arriva a questa percentuale o la Camera e il Senato danno esiti elettorali diversi, si procede con un proporzionale puro. Il sistema prevede liste bloccate in collegi plurinominali. Il premio di maggioranza è, invece, diviso in listini circoscrizionali.

