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Legge elettorale, il centrodestra si divide ma gli italiani frenano sulle urne: il 46% vuole Meloni fino al 2027

Il 51% condivide almeno in parte il cambio del sistema, ma la rappresentanza pesa più della governabilità. Solo il 28% chiede elezioni anticipate

Legge elettorale, il centrodestra si divide ma gli italiani frenano sulle urne: il 46% vuole Meloni fino al 2027

La riforma elettorale raccoglie un consenso tiepido e trasversale, mentre il principio della rappresentanza viene preferito alla stabilità delle maggioranze. Le divisioni del centrodestra spaccano quasi a metà l’opinione pubblica, senza produrre una richiesta prevalente di ritorno immediato alle urne.

La riforma divide meno del futuro del Governo

La rilevazione è stata effettuata da SWG tra il 16 e il 20 luglio 2026, con metodo CAWI, su un campione rappresentativo nazionale di 800 persone maggiorenni.

Le opposizioni hanno letto la bocciatura di alcuni emendamenti sostenuti dal centrodestra come la prova di una maggioranza ormai in difficoltà. Gli italiani restituiscono una valutazione più cauta. Le crepe esistono, ma il passaggio parlamentare non ha generato una spinta diffusa verso la fine anticipata della legislatura.

Il primo elemento riguarda la riforma stessa. Il 20% condivide del tutto il cambiamento della legge elettorale e il 31% lo condivide in parte. La somma porta il consenso, pieno o parziale, al 51%. Il 20% si dichiara completamente contrario, il 10% indifferente e il 19% non prende posizione.

Legge elettorale, il centrodestra si divide ma gli italiani frenano sulle urne: il 46% vuole Meloni fino al 2027
Il 51% degli italiani condivide completamente o almeno in parte il cambiamento della legge elettorale.

La distanza tra gli schieramenti riguarda soprattutto l’intensità del sostegno. Tra gli elettori della maggioranza il 40% condivide del tutto la riforma e il 37% in parte, per un totale del 77%. I contrari sono il 7%, gli indifferenti il 7% e gli incerti il 9%.

Anche tra gli elettori delle opposizioni prevale numericamente la disponibilità al cambiamento, seppure con convinzioni più deboli: 16% del tutto favorevole e 38% favorevole in parte, per un totale del 54%. Il 29% respinge la riforma, il 7% resta indifferente e il 10% non sa rispondere.

Il confronto sul sistema di voto porta poi a una scelta di principio. Per il 52% la legge elettorale dovrebbe garantire soprattutto la rappresentanza di tutti gli elettori. La governabilità attraverso maggioranze solide viene indicata dal 33%, mentre il 15% non esprime una preferenza.

Legge elettorale, il centrodestra si divide ma gli italiani frenano sulle urne: il 46% vuole Meloni fino al 2027
La rappresentanza degli elettori viene considerata prioritaria dal 52%, contro il 33% che privilegia la governabilità.

Nell’elettorato di maggioranza le due esigenze arrivano quasi alla pari: 45% per la rappresentanza e 46% per la governabilità, con il 9% di indecisi. Tra le opposizioni la rappresentanza sale al 61%, mentre la costruzione di maggioranze solide si ferma al 34% e il 5% non risponde.

Le differenze politiche diventano più nette quando si passa alle divisioni emerse nel centrodestra. Il 42% ritiene che i contrasti riguardino la legge elettorale e che la maggioranza resti unita sugli altri temi. Il 41% vede invece una spaccatura più profonda nell’alleanza di Governo. Il restante 17% non prende posizione.

Legge elettorale, il centrodestra si divide ma gli italiani frenano sulle urne: il 46% vuole Meloni fino al 2027
Gli italiani si dividono sulle crepe nel centrodestra: per il 42% riguardano la legge elettorale, per il 41% sono più profonde

La base del centrodestra ridimensiona l’incidente parlamentare. Il 67% degli elettori della maggioranza considera le differenze circoscritte alla legge elettorale, il 21% vede una crisi più ampia e il 12% non sa rispondere.

Nel campo delle opposizioni prevale la lettura opposta. Il 54% intravede una forte spaccatura che supera il tema del sistema di voto. Il 40% limita invece il contrasto alla legge elettorale e il 6% resta incerto.

La conseguenza politica più concreta emerge dalla domanda sul futuro dell’esecutivo. Il 46% preferisce che il Governo Meloni rimanga in carica almeno fino alla prima metà del 2027. Il 10% vorrebbe le dimissioni dell’attuale esecutivo e la nascita di un altro Governo di centrodestra. Le elezioni anticipate vengono richieste dal 28%, mentre il 16% non sa indicare una soluzione.

Legge elettorale, il centrodestra si divide ma gli italiani frenano sulle urne: il 46% vuole Meloni fino al 2027
Il 46% preferisce la permanenza del Governo Meloni almeno fino alla prima metà del 2027; il 28% chiede nuove elezioni.

Tra gli elettori della maggioranza la continuità raccoglie l’83%. L’8% preferirebbe un altro esecutivo di centrodestra, il 5% vorrebbe tornare alle urne e il 4% non risponde. Il dissenso interno registrato alla Camera non ha quindi ridotto in maniera rilevante il sostegno della base all’esecutivo.

Tra gli elettori delle opposizioni il 45% chiede elezioni anticipate. Il 32% preferisce comunque che il Governo resti in carica, il 15% auspica un altro esecutivo di centrodestra e l’8% non si esprime. Anche nel campo avverso, dunque, il ritorno immediato alle urne non raggiunge la maggioranza assoluta.

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