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Legge elettorale, il governo pone la fiducia: cosa cambia per il voto

Il Governo pone tre fiducie sulla nuova legge elettorale. Premio al 42%, fino a tre preferenze e capilista bloccati

Legge elettorale, il governo pone la fiducia: cosa cambia per il voto

Il Governo ha posto la fiducia sui primi tre articoli della nuova legge elettorale. Il testo introduce un sistema proporzionale con premio a chi supera il 42%, elimina i collegi uninominali e consente fino a tre preferenze, escluso il capolista.

Nuova legge elettorale, oggi il primo voto di fiducia

La Camera entra oggi nella fase conclusiva dell’esame della nuova legge elettorale. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha posto lunedì tre questioni di fiducia sugli articoli 1, 2 e 3, modificati dal Senato. La prima votazione è prevista oggi, 6 ottobre, con dichiarazioni di voto dalle 12.10 e chiama nominale dalle 14. Il voto finale sul provvedimento è atteso giovedì 8 ottobre e sarà a scrutinio segreto.

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L’opposizione ha criticato la scelta della fiducia. Il Governo e la maggioranza puntano invece a chiudere l’iter evitando modifiche al testo uscito dal Senato.

Nuova legge elettorale, premio di maggioranza al 42%

La riforma supera l’attuale sistema misto e cancella i collegi uninominali. La distribuzione dei seggi diventa prevalentemente proporzionale, ma con un premio fisso di 70 deputati e 35 senatori alla lista o alla coalizione che raggiunge almeno il 42% dei voti validi nelle condizioni previste dalla legge. Se nessuno raggiunge la soglia, i seggi vengono assegnati con il sistema proporzionale senza premio.

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Restano previste soglie di sbarramento. Nel testo approvato durante l’iter parlamentare sono fissate al 3% per le liste e al 10% per le coalizioni. Le forze politiche devono anche indicare nel programma la persona che intendono proporre al Presidente della Repubblica per l’incarico di presidente del Consiglio. La norma non modifica le prerogative costituzionali del Capo dello Stato.

Nuova legge elettorale: tornano le preferenze, ma il capolista è bloccato

La modifica più visibile per l’elettore è arrivata al Senato. Sulla scheda sarà possibile indicare fino a tre preferenze tra i candidati della lista scelta, ma non per il capolista, che resta sottratto al voto di preferenza. Il testo stabilisce inoltre regole di alternanza di genere quando si esprime più di una scelta.

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Il capolista mantiene quindi una posizione prioritaria. Gli altri candidati vengono ordinati sulla base delle preferenze raccolte. La riforma non è ancora legge. Dopo le tre fiducie servirà il voto finale della Camera. Solo con l’approvazione definitiva e la successiva promulgazione le nuove regole potranno entrare in vigore.

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