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Legge elettorale, proporzionale? L’Italia ripiomba nell’ingovernabilità

Proporzionale versus Maggioritario – La scelta del sistema di voto non è indifferente

Legge elettorale, proporzionale? L’Italia ripiomba nell’ingovernabilità
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La Consulta, con due sentenze a diversi anni di distanza ha “rimodellato” il sistema elettorale italiano e mentre alcuni politologi si danno un gran da fare a spiegarci che “il sistema non è importante ma lo sono i voti” non ci si accorge che invece è vero il contrario o almeno lo può essere con una certa frequenza.

Infatti, proprio i sistemi elettorali possono ovviare alla mancanza di voti; un esempio clamoroso e recentissimo è la vittoria di Trump negli Usa con la Clinton che ha preso circa 2 milioni di voti in più ma ha perso proprio in funzione del sistema elettorale (maggioritario).

Quindi la scelta di un sistema elettorale non è affatto di poco conto.

Ma dietro la scelta per così dire brutale, fattuale e pragmatica c’è una “filosofia del voto” da non trascurare. E cioè i sistemi proporzionali sono quelli della Prima Repubblica, garantiscono massima rappresentatività, ma anche potere di veto e di ricatto dei piccoli partiti e quindi mettono a rischio la governabilità (come era, appunto, nella Prima Repubblica dove i governi cambiavano due volte l’anno).

Invece il maggioritario garantisce la governabilità (“si sa subito chi ha vinto”) ma sacrifica la rappresentatività del resto non si può volere tutto.

Ma, dietro c’è appunto una visione della politica completamente diversa. Il maggioritario serve a sorreggere un forte leader di partito che governa più o meno in solitudine, modello Berlusconi o Renzi, mentre il proporzionale implica uno spostamento del peso specifico sul Parlamento e quindi serve quando si ha “paura” dell’”Uomo Forte” e non a caso fu il sistema elettorale scelto nell’Italia del dopo Mussolini.

Se non si ha ben chiaro questa considerazione essenziale si perde di vista appunto tutto quello che c’è dietro la scelta di un sistema elettorale.

L’Italia è comunque di per sé già difficilmente governabile e tornare ad un proporzionale puro potrebbe farla riprecipitare nella instabilità assoluta della Prima Repubblica.

Anche sulle liste dei nominativi bloccate poi c’è da fare una considerazione: pochi ricordano che esse furono introdotte dopo aver abolito le preferenze frutto di corruzione dopo Mani Pulite.