Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile premiate nella Sala Protomoteca del Campidoglio, la stessa in cui sono state allestite le camere ardenti di alcune delle personalità più rilevanti della cultura e della politica italiana. Ultima, quella di Emma Bonino. La cornice che ha visto protagoniste le due – condannate in via definitiva per truffa e bancarotta fraudolenta – è quella del “Premio Internazionale della Cultura”, che si è svolto il 23 settembre.
A organizzare la cerimonia è stata Edizioni 100, casa editrice con sede all’Eur che consente a chiunque di pubblicare il proprio libro – attraverso l’attività di ghostwriter ed editor, in cambio di cifre altissime – che possono sfiorare picchi di 10mila euro.
Peccato che – a giudicare dai racconti di ex dipendenti intercettati da Affaritaliani – dietro quella cifra si nasconda un utilizzo invasivo degli strumenti di Intelligenza artificiale, utilizzata spesso a totale insaputa degli autori. Ma c’è di più, perché le testimonianze raccolte da Affaritaliani non riguardano soltanto il metodo utilizzato per la realizzazione dei libri, ma anche i rapporti di lavoro all’interno della società. Diversi ex dipendenti raccontano infatti – carte alla mano – di stipendi non corrisposti, rapporti di lavoro conclusi e, in alcuni casi, di controversie ancora in corso. Le cifre sono altissime.
Gli ex dipendenti: “Oltre 7mila euro non pagati”
“Ho l’ennesima udienza con la casa editrice il 6 ottobre. Saremo presenti io ed altri due dipendenti, anche loro cacciati via e non pagati. A me deve 800 euro. Alle altre convocazioni, l’editore ha dato forfait”, racconta una delle ex lavoratrici, che ha interrotto il rapporto di lavoro nel 2025. Un’altra riferisce di essere stata licenziata a luglio 2024 e di avere un insoluto di circa 2mila euro: “Sono attualmente in causa, ma nulla si muove”.
C’è poi chi racconta una vicenda ancora più lunga: “Ho lavorato presso la casa editrice per due anni, con un contratto di apprendistato professionalizzante. Me ne sono andata ad agosto 2025, dopo due stipendi non pagati. Mi sono rivolta all’Ispettorato del lavoro, che ha convocato l’editore, il quale non si è presentato.
Ferri deve corrispondermi anche 24 mesi di TFR e la liquidazione. Non risultano poi versati i contributi relativi a svariati mesi. La cifra dovuta? Oltre 7mila euro, esclusi i danni”. E ancora: “Tra gli stipendi, TFR, ferie non godute e appropriazione indebita delle contributo del 730 arriviamo a oltre 12mila euro”, racconta un altro. Anche in quest’ultimo caso, la causa è ferma.
Testimonianze che sembrano aggiungere un ulteriore elemento critico alla vicenda e alla gestione della società. Ma c’è di più, perchè a sollevare polemica è stata anche l’autorizzazione da parte del consigliere comunale Dario Nanni (Gruppo Misto), che ha richiesto la sala e che, bersagliato dalle critiche, ha spiegato di non sapere che le due televenditrici sarebbero state tra i premiati, scusandosi per l’imbarazzo arrecato a Roma Capitale.
La senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Campione, componente della Commissione Cultura, ha parlato di “sconcerto” pur trattandosi di un’iniziativa privata. La consigliera del Movimento 5 Stelle Virginia Raggi ha attaccato il sindaco Roberto Gualtieri, ritenendo “surreale” che l’amministrazione non sapesse chi sarebbe stato premiato, dato che la concessione delle sale prevede una verifica su organizzatori, evento e invitati. Roma Capitale ha annunciato modifiche alle modalità di prenotazione. Stefania Nobile ha risposto con un video su Instagram, rivendicando il premio.


