Le proteste al Sud per le conseguenze del caro carburante stanno avendo i primi effetti anche nei supermercati. Gli autotrasportatori incrociano le braccia e gli scaffali si svuotano, questa è la conseguenza diretta delle mobilitazioni e degli scioperi in corso per dire basta ai rincari del gasolio diventati ormai un costo insostenibile. La situazione più grave – riporta Il Corriere della Sera – si registra al Sud, ma in particolare in Puglia, la regione da cui è iniziata la protesta. Ma le conseguenze della mobilitazione cominciano a farsi sentire anche nel resto del Paese, soprattutto nel Lazio e in Lombardia, dove arrivano con maggiore difficoltà i prodotti ortofrutticoli provenienti dal Sud.
A mancare nei supermercati sono soprattutto i prodotti che hanno bisogno di consegne frequenti: frutta, verdura, latte, latticini, carne, pane e salumi. In Puglia, dove la protesta ha avuto origine, i problemi sono ormai visibili da giorni. Nel Foggiano in numerosi supermercati gli scaffali sono rimasti quasi completamente vuoti. Alle difficoltà della grande distribuzione si aggiungono quelle dei carburanti: alcuni distributori sono rimasti senza benzina o gasolio e le autocisterne dirette alle stazioni di servizio sono state in alcuni casi scortate dalle forze dell’ordine per garantire i rifornimenti.
La fotografia è la stessa anche in Sicilia, Calabria, Abruzzo e Molise. E anche in Campania dove a preoccupare è anche il possibile rallentamento nelle forniture di farmaci e il rischio che le isole del Golfo restino progressivamente isolate. Da Napoli a Salerno, da Caserta a Benevento, passando per l’Irpinia, gli effetti della protesta degli autotrasportatori sono ormai evidenti. La difficoltà negli approvvigionamenti rischia di avere un effetto sui prezzi. Le stime parlano di possibili rincari fino al 20% su alcune categorie di prodotti. Le prime tensioni sono evidenti in Puglia: le zucchine oltre i 3 euro al chilo, banane sopra i 2,5 euro e pomodori che in alcuni supermercati hanno raggiunto 10 euro al chilo.
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