Sciopero autotrasportatori, Bella (A.I.TRAS.): “Scaffali vuoti nei supermercati”
“La Sicilia è ferma perché il 90% degli autotrasportatori aderisce alla nostra protesta, quindi siamo tutti fermi nei parcheggi e non si muove neanche un camion in attesa dell’incontro col ministro Salvini”. Così Salvatore Bella, presidente dell’A.I.TRAS. (Associazione Italiana Autotrasportatori Siciliani), risponde ad Affaritaliani sui disagi in corso nell’isola a causa dello stop dei mezzi pesanti. Un blocco totale in vista del tavolo con il governo: “Vediamo che cosa ci propone, noi abbiamo presentato le nostre piattaforme e vediamo se le accetta”.
Il nodo principale riguarda le spese per i collegamenti navali e il caro energia: “Il nostro fermo è principalmente per il costo delle navi perché, oltre ad avere il problema del gasolio, noi facciamo intermodalità, strada-mare. Prendiamo i nostri camion e li imbarchiamo sulle navi nelle lunghe tratte, come la Palermo-Genova o la Palermo-Livorno. Stiamo lottando per il costo del biglietto delle navi, causato anche dal caro gasolio: incide quasi per il 70%”.
I disagi si faranno sentire a breve anche per i cittadini e i consumatori: “Il 90% che aderisce non fa trasporto di carburante, ma una volta che siamo fermi nei parcheggi e hanno aderito tutti, sicuramente i supermercati che forniamo con la grande distribuzione degli alimentari e dell’ortofrutta rimarranno a secco, perché non hanno scorte tali da poter resistere più di 3-4 giorni. Penso che da domani si inizieranno a vedere le ripercussioni, si vedranno gli scaffali vuoti e secondo me non ci sarà in giro nemmeno carburante”.
Sugli impegni dell’esecutivo e sulle condizioni per revocare la mobilitazione, Bella chiarisce: “Ci aspettiamo che vengano rispettate le promesse fatte ad aprile. Dovevamo avere i fondi liquidati del rimborso delle autostrade del mare degli anni 2023, 2024, 2025 e 2026, che dovevano essere versati a luglio e invece gli autotrasportatori non hanno ancora ricevuto un centesimo. Per il gasolio ci avevano concesso 430 milioni, abbiamo presentato l’istanza ma non c’è niente nel cassetto fiscale, quindi sono risorse inutilizzabili”.
Infine, il presidente dell’A.I.TRAS. pone una questione di rappresentanza politica e territoriale: “Chiediamo di avere una rappresentanza a Roma perché le associazioni nazionali, le cosiddette sigle sindacali, non ci rappresentano: parlano solo dei problemi del Nord e non di quelli del Sud, tanto è vero che al Nord non si sta fermando nessuno. Siamo stanchi di subire queste conseguenze e vogliamo che il ministro crei un tavolo apposito per il Mezzogiorno d’Italia”, conclude Bella.
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