Punti chiave
- Ok definitivo con voto segreto, 227 sì
- Donzelli: "Scarpinato con Borsellino? Anche Giuda era vicino a Gesù"
- Lega: "Finalmente si sceglie il primo cittadino d'Italia"
- Schlein: "Avete paura. Noi siamo uniti e voi divisi"
- Bonelli: "Pareggio? Piano B di Meloni è un accordo con Vannacci"
- Azione: "Voteremo contro, sigillo finale alla credibilità della politica"
- Conte: "Scarpinato? Eccolo con Falcone. E Delmastro con Caroccia"
- Legge elettorale, FnV annuncia il no: "Le 'Donzellate' ci impongono di votare contro"
- Legge elettorale, Svp: "Il nostro voto cambia, voteremo a favore"
- Il nodo del voto segreto
La legge elettorale è stata approvata in via definitiva dalla Camera tra gli applausi del centrodestra e le proteste delle opposizioni, che hanno mostrato in Aula contro la riforma esponendo alcuni cartelli: “No all’Imbroglio”, “Legge Truffa”, “Con Meloni Gasolio a 3 euro”, “Con Meloni salari al palo”, “Con Meloni – sanità e + armi”.
Scontro alla Camera durante le dichiarazioni di voto sulla riforma della legge elettorale. Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, ha replicato a Giuseppe Conte dopo che il presidente del Movimento 5 Stelle aveva mostrato in Aula una fotografia di Roberto Scarpinato accanto a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.
“Conte ha mostrato la foto di Roberto Scarpinato accanto a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone: anche nei dipinti dell’Ultima Cena Giuda è accanto a Gesù. Non vi abbiamo fatto depistare la commissione Antimafia, non vi faremo depistare l’Italia”.
“Con questa legge renderemo la nostra democrazia più trasparente. La nuova legge rimette la scelta in mano ai cittadini su chi governa e non più ai giochi di palazzo. Gli italiani potranno finalmente scegliere il primo cittadino d’Italia”, ha detto Barabotti.
E ancora: “Conte con la borsa, anzi con la pochette agli Esteri a predicare la pace, Schlein ministra al Gay Pride, Bonelli all’Ambiente che si occupa dello ‘scioglimento non dei ghiacciai ma dei ghiaccioli. Gli unici a perdere sarebbero gli italiani”, ha concluso.
“Se davvero siete così forti perchè non andate a votare con la legge attuale? La verità è che avete paura di perdere, la verità è che la vera novità siamo noi, noi oggi siamo uniti e divisi siete voi”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in dichiarazione di voto sulla legge elettorale. “Cambiatevi pure la legge elettorale da soli tanto noi come alleanza progressista saremo in grado di vincere con qualunque legge elettorale”
“Una classe politica che teme gli elettori non merita la loro fiducia, siete terrorizzati dal voto, abbiate il coraggio alle elezioni di presentarvi con il vero slogan: prima le poltrone”, ha aggiunto.
“Sono quattro anni che siete al governo ma per l’Italia cosa avete fatto? Mettete la testa fuori da questi palazzi. La destra sta dalla parte dei più ricchi e degli oligarchi e del resto si disinteressa e quando la realtà viene a galla vi arroccate alla poltrona perchè avete paura”, ha aggiunto.
“La prima presidente del Consiglio donna ha cancellato la parità di genere, è arrivata lei e chi se ne frega delle altre che verranno dopo. Alle deputate del centrodestra dico reagite, ribellatevi”, ha detto.
“Giorgia Meloni ha un piano B: se si dovesse arrivare a un pareggio o a una modifica della legge elettorale da parte della Corte Costituzionale, scatterebbe il proporzionale e Meloni andrà a fare l’accordo con Vannacci e questo non lo dirà mai agli italiani”. Così, Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra.
Azione annuncia il voto contrario sulla riforma della legge elettorale. A prendere la parola alla Camera è stato il capogruppo Matteo Richetti: “Con i capolista bloccati l’unico che non viene eletto è chi ha preso le preferenze. E poi c’è il problema enorme delle donne, un passo indietro. Non mi scomodo sulla costituzionalità, che non è il nostro mestiere, ci penserà la Corte, ma certo se non gli fornite voi elementi forse è meglio… ad esempio sulla scelta del premier…”.
“Azione voterà contro questa legge elettorale perché questa riforma mette il sigillo finale alla credibilità della politica e a queste istituzioni”, ha concluso.
Durissimo intervento di Giuseppe Conte alla Camera durante le dichiarazioni di voto sulla riforma della legge elettorale: “I numeri che contano sono l’aumento del 30% del carrello della spesa negli ultimi anni, le tasse record degli ultimi dieci anni, dai tempi di Monti, il boom dei prezzi del carburante, il più 22% dei costi energetici che pesano su famiglie e imprese e ancora 6 milioni di cittadini che sono costretti a rinunciare alle cure mediche per le liste d’attesa molto lunghe. Eppure, a Palazzo Chigi, sembra che i numeri che contano siano altri, perché i numeri che contano sono le soglie di sbarramento, i posti in lista, i seggi. Vi state concentrando adesso sulla legge elettorale per perpetuare il vostro potere e la cosa più grave non è solo che lo state facendo adesso che avete paura di perdere, ma vi state cucendo addosso un vestito nella speranza di rimanere incollati alle poltrone, peraltro un vestito che continuate a modificare e avete continuato a modificare”.
Conte ha inoltre collegato le scelte sulla legge elettorale agli ultimi sondaggi e alla “psicosi Vannacci”: “Manca solo una precisazione ulteriore per garantirvi il futuro controllo del Parlamento: indicare che il premio di maggioranza va a una premier con gli occhi chiari”, ha detto.
“Ormai Giorgia Meloni con la sua faccia tosta non ci stupisce più. O meglio quasi più. Ieri però ci ha stupito Fratelli d’Italia che ha avuto l’ardire di sfidare il movimento 5 Stelle: ci dovete dire da quale parte stare, dovete scegliere da quale parte stare e avete infangato gravemente Roberto Scarpinato. Noi da che parte stare lo abbiamo scelto da tempo senza esitazione con grande determinazione. Ci sono delle foto che sono più di una testimonianza fotografica sono delle testimonianze di vita. Ecco qui Scarpinato e con Falcone al lavoro e con Borsellino“, ha detto, mostrando la foto di Scarpinato con Borsellino e Falcone.
Poi il leader M5S mostra altre due foto: “Poi ci sono delle foto che sono anch’esse delle testimonianze di vita e qui abbiamo Delmastro avvinghiato a Caroccia, prestanome di un clan camorristico, e abbiamo la presidente dell’antimafia Colosimo con le mani intrecciate a Ciavardini che è stato condannato con sentenza passata in giudicato come esecutore materiale della strage di Bologna del 1980. Ecco, per chi dimenticasse e avesse perso la memoria…”.
“Per le minoranze, ogni volta che si modifica una legge elettorale si apre una fase di incertezza”, con il timore di chiedersi “saremo ancora rappresentati? Avremo ancora voce?”. Lo ha detto Dieter Steger, esponente delle Minoranze linguistiche – Svp, intervenendo alla Camera durante le dichiarazioni di voto finale sulla riforma elettorale. Steger ha sottolineato come, nel corso dell’iter parlamentare, siano state introdotte alcune garanzie e raggiunti risultati considerati positivi. “Le minoranze non possono dipendere dalla benevolenza della maggioranza di turno”, ha affermato, evidenziando la necessità di “garanzie”.
Da qui il cambio di posizione della componente: “Il nostro voto cambia, voteremo a favore: gli impegni sono stati rispettati, questa legge non indebolisce le minoranze, non abbiamo chiesto privilegi ma garanzie”, ha dichiarato Steger. Nei giorni precedenti, le Minoranze linguistiche si erano invece astenute nelle votazioni sulla fiducia e sui singoli articoli del provvedimento.
Tutta l’attenzione è concentrata sul voto finale, che sarà segreto. Ieri, a chi le chiedeva se fosse tranquilla sull’esito della votazione, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto: “Lo sono sempre”, parlando a margine del vertice Med9 di Spalato.
La nuova legge elettorale si avvia verso il passaggio conclusivo. L’obiettivo indicato dal calendario dei lavori è arrivare all’approvazione entro le 13.30 di oggi, trasformando lo “Stabilicum”, ribattezzato dalle opposizioni “Melonellum”, in legge.
Il confronto politico e istituzionale non terminerà con il voto della Camera. I partiti di opposizione hanno già annunciato nuove iniziative e per lunedì è stata convocata a Montecitorio una conferenza stampa insieme ai diversi comitati contrari alla riforma. In quell’occasione saranno illustrati anche i ricorsi che si intende presentare davanti alla Corte costituzionale contro la nuova legge elettorale.


