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Politica

Quattrocentro milioni per la Cig e un miliardo in meno di tasse sul lavoro, "le imprese disporranno per tre mesi di liquidita' a costo zero", rivendica il governo sottolineando come stiano arrivando i risultati sulla legge di stabilita', inoltre "i dati Eurostat sul debito pubblico sono un'altra riprova della bonta' del cammino di politica economica intrapreso". Detto questo, il presidente del Consiglio ora attende di capire cosa succedera' in Parlamento prima di poter avviare il 'rilancio' dell'azione dell'esecutivo. Occorre che ci sia un contesto politico adeguato prima di poter procedere, viene riferito. Ecco perche' il contratto di coalizione che il premier voleva chiudere questo week end slittera'. Del resto l'impegno e' quello di chiudere entro gennaio, quella e' l'indicazione temporale fornita in Parlamento l'11 dicembre. Ma - questa la linea di palazzo Chigi - prima devono esserci le condizioni, poi si potra' discutere del contratto di coalizione. E slitta anche qualsiasi intervento sulla squadra di governo: parlare di riassetto dell'esecutivo e' prematuro, sottolineano nella sede del governo, e' necessaria prima una verifica della tenuta parlamentare dell'accordo siglato tra Renzi e Berlusconi sulla legge elettorale.

"Saremo i primi ad essere soddisfatti se l'intesa sulla legge elettorale terra' nelle Aule parlamentari", spiegano le stesse fonti. Letta voleva presentarsi a Bruxelles - il premier andra' il 29 gennaio nella capitale belga dove verranno illustrate anche le linee guida del semestre Ue di presidenza italiana - con l'accordo fatto. Ma e' necessario ancora attendere, del resto il Pd ha convocato per la settimana prossima una direzione per discutere proprio dei contenuti programmatici.

Fonti parlamentari vicine al premier non nascondono la preoccupazione per il livello di conflittualita' in Parlamento sulla legge elettorale. Preoccupato anche Letta che ha sempre detto di voler tenere unita la maggioranza. Inoltre occorre capire quale sara' l'atteggiamento di Renzi. "Perche' - sottolinea un parlamentare lettiano - un conto e' se il segretario del Pd vorra' dare un contributo, un altro se alzera' l'asticella o vorra' intestarsi anche questa partita". Il sindaco di Firenze vuole spingere sulla legge elettorale e non intende arretrare, ribadiscono i renziani. Ieri sera il segretario del Pd nel replicare agli interventi dei deputati - e in particolare a Epifani che aveva chiesto rispetto per Cuperlo - ha sottolineato che si tratta di una questione politica.

Mio zio - ha argomentato Renzi secondo quanto riferiscono fonti parlamentari del Pd - vendeva maiali e quando dava la mano a qualcuno voleva dire che l'accordo era fatto. Io voglio rispettare l'intesa con Berlusconi, in questi sette mesi - ha continuato Renzi - si e' perso tempo, non c'e' stata un'azione politica. Ora non c'e' piu' tempo da perdere. Renzi ai suoi continua a ripetere di non voler 'tramare' contro Letta, di volere il proseguimento della legislatura e poi passare all'incasso dopo il via libera del Parlamento alle riforme. Ma gli stessi renziani non nascondono come stiano aumentando le 'pressioni' affinche', qualora il governo non dovesse superare questa 'fase', ci possa essere un 'cambio in corsa' a palazzo Chigi. Nelle fila del Pd c'e' anche chi sostiene come i dalemiani potrebbero appoggiare questa eventualita', in modo da 'allontanare' Renzi dalla cabina di comando di Largo del Nazareno.

"Al momento - sottolineano fonti parlamentari vicine al premier - non e' possibile neanche capire se ci sara' un semplice rimpasto o si dara' vita ad un esecutivo bis". Dipendera' chiaramente dalle indicazioni del presidente della Repubblica, ma anche dall'atteggiamento di Renzi. Qualora il segretario del Pd volesse partecipare alla 'partita' del governo ed indicare personalita' politiche, allora si potrebbe dar vita ad un nuovo esecutivo, altrimenti - questa la tesi - si cambieranno soltanto un paio di ministri e si completera' la squadra con i sottosegretari e il nuovo viceministro dell'Economia. Letta si aspetta che il Pd sostenga apertamente l'azione dell'esecutivo e il rilancio. Ma se non ci sono le condizioni il patto viene 'congelato', riferisce un parlamentare lettiano.

In questo modo - e' la tesi del premier, secondo quanto viene riferito dalle stesse fonti - si rischia di bloccare il Paese, non solo il governo. Il presidente del Consiglio e' preoccupato anche per le divisioni nel paritot di Largo del Nazareno. Ieri il 'caso Cuperlo', oggi i renziani sono passati all'attacco di Zanonato e anche in Senato si sono registrati dei contrasti sulla linea da seguire. Scelta civica e i parlamentari 'Per l'Italia' non hanno voluto firmare il testo di legge sottoscritto da Pd, Ncd e Forza Italia.

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