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Politica

Ci sono interessi politici dietro la richiesta di dimissioni del ministro Cancellieri con l'obiettivo di colpire il governo di larghe intese? "E' vero, ci sono, a sinistra. Non dal Pdl, assolutamente no". Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera, a 'L'intervista' con Maria Latella su Sky. "Ho fatto una telefonata di solidarieta' alla Cancellieri - ha aggiunto - ed esprimero' soliderieta' anche martedi' in aula. Cancellieri e' vittima di un attacco insopportabile".Il Pdl non si dividera'? "La posizione sara' quella rappresentata dal suo presidente". Sicuro? "Nessuno e' sicuro di niente a questo mondo ma il gruppo parla per il suo presidente di gruppo che dara' la massima solidarieta' a Cancellieri". Brunetta ha aggiunto pero': "E su Berlusconi? Non e' azzardato, anzi e' ipocrita non fare un accostamento con la vicenda di Berlusconi, condannato a 7 anni per aver fatto una telefonata. Per non aver commesso nulla".

Civati (Pd), serviva piu' umilta'. Si dimetta - Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri si deve dimettere. Lo sostiene Giuseppe Civati (Pd) a SkyTg24. "Per quanto mi riguarda si', deve dimettersi - spiega - avrebbe dovuto affrontare questa vicenda con piu' prudenza e umilta'. Con gli amici degli amici bisogna essere piu' lineari, se lei ha garantito a tutti quel trattamento, ma non credo... Sono molto scettico e molto critico. Se avesse avuto piu' umilta' nel rispondere, forse avrei avuto un atteggiamento diverso". Al capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta, che parla di interessi della sinistra a strumentalizzare la vicenda per colpire il governo delle larghe intese, replica: "Sono sei mesi che Brunetta polemizza, dice che chi prova imbarazzo per questa vicenda vuole far cadere il governo ma non sta nelle cose. Questo mio giudizio sulla Cancellieri prescinde dal mio giudizio non positivo sulle larghe intese. Questo della Cancellieri e' un incidente".

 

La nota di Palazzo Chigi - "Siamo sicuri che le argomentazioni che il ministro Cancellieri sviluppera' convinceranno le Camere e fugheranno ogni dubbio. Le parole del procuratore Caselli hanno per altro gia' dato un fondamentale contributo di chiarezza". Cosi' palazzo Chigi interviene sul caso che ha coinvolto il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri.

Cancellieri: nessun pentimento rifarei telefonata - "Lo rifarei, certo che lo rifarei". Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, a margine del XII congresso dei Radicali in corso a Chianciano Terme ai giornalisti che le chiedevano se si fosse pentita della telefonata. "Io non ho fatto nulla fuori dai miei compiti. Ho la responsabilita' delle carceri e sono intervenuta con il Dap dicendo attenzione che Giulia Ligresti potrebbe compiere gesti inconsulti".

Cancellieri: nessuna intenzione di dimettermi   - "Assolutamente no...si dimette una persona che ha qualcosa da farsi perdonare. Se poi dovessi essere un peso, se il Paese non avesse piu' bvisogno di me, me ne andro'". - Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, a margine del XII congresso dei Radicali in corso a Chianciano Terme. "Se Giulia Ligresti si fosse uccisa, - conclude la Cancellieri - non avrei avuto responsabilita'?"

Martedì in Parlamento - Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, riferira' al Parlamento sul 'caso Giulia Ligresti' martedi' alle 16, a Palazzo Madama. E' quanto apprende l'Agi da fonti parlamentari. Pur in assenza di atti formali da parte dei gruppi parlamentari, il governo si e' mosso autonomamente. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, a quanto si e' appreso, questa mattina ha sentito il presidente del Senato, Pietro Grasso, e la presidente della Camera, Laura Boldrini, per comunicare la disponibilita' dell'esecutivo a un intervento in Aula. Si e' dunque fissato per martedi' pomeriggio. Dopo palazzo Madama, Cancellieri sara' a Montecitorio. 

Cancellieri: ministro, sono serena; rispondero' a tutte le domande - "Sono assolutamente serenissima, tranquilla. Sono pronta a rispondere a tutte le domande, nessun problema". Cosi' il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, intervistata dal Tg1 in merito al caso di Giulia Ligresti. "Il mio intervento - spiega Cancellieri - e' stato mosso dal fatto che un detenuto poteva morire: chiediamoci se fosse morta cosa sarebbe accaduto. Ora se una persona ha un certo nome non va aiutata? Non siamo tutti uguali davanti alla legge? Escludo che ci siano detenuti di serie A e di serie B. Purtroppo non riusciamo ad arrivare a tutti".

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Ligresti disse: "Parlai a Berlusconi per non farla trasferire" - L’allora prefetto Cancellieri si rivolse a Salvatore Ligresti perché desiderava non cambiare incarico, e lui si attivò con successo presso Berlusconi? Verità o millanteria il fatto viene fuori da una deposizione di un anno fa e che apre nuove domande sui rapporti di amicizia pluridecennale della Cancellieri con la famiglia dell’imprenditore arrestato lo scorso 17 luglio dai magistrati di Torino per falso in bilancio e aggiottaggio nell’inchiesta Fonsai.

Emerge quindi che proprio l’amico Ligresti circa un anno fa aveva già spiegato alla magistratura questo episodio privo di rilevanza penale (se mai fosse vero), ma a posteriori potenzialmente capace di far vedere con occhi differenti il telefonico "dispiacere" della Guardasigilli per gli arresti della famiglia il 17 luglio 2013 e il successivo interessamento nei confronti dei vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per la salute di Giulia Ligresti.

Caso Cancellieri: mozione M5s, come Berlusconi-Ruby. Si dimetta - "L'intervento del ministro a favore della scarcerazione di Giulia Ligresti 'per motivi legati all'anoressia' presenta aspetti molto discutibili e che devono essere chiariti sul piano politico e non solo su quello giudiziario, in quanto risulta grave che l'intervento in questione sia stato richiesto da una telefonata privata e che abbia riguardato una classica detenuta eccellente". E' uno dei passaggi della lunga e articolata mozione di sfiducia al ministro Cancellieri presentata dal M5S, pubblicata integralmente sul blog di Beppe Grillo. "Il solo sospetto che un ministro della Giustizia possa aver ricevuto ed esercitato pressioni, e' un'ombra di cui un membro delle istituzioni non si puo' vestire. D'altra parte - si legge ancora nel documento - siamo memori di un caso, avvenuto nella scorsa legislatura, e riguardante un presidente del Consiglio dei ministri e la Questura di Milano che puo' sembrare molto simile alla situazione in questione". Dunque, "visti gli articoli 94 della Costituzione e 115 del Regolamento della Camera dei deputati" il gruppo M5s a Montecitorio "esprime sfiducia al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri e lo impegna a rassegnare le dimissioni".

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