Tutte le proposte sottoposte al vaglio della comunità del Movimento 5 stelle sono state approvate. Sul totale dei 159 quesiti complessivi, compreso quello sulle armi all’Ucraina, si sono espressi in 45.340, esprimendo in tutto 6.068.826 voti.
Con il 91,7% dei sì, la base del Movimento 5 stelle ha dato mandato al presidente Giuseppe Conte per andare al tavolo di coalizione e dire che “continuare a inviare armi” all’Ucraina “allontana pace”. Nei voti sulla politica estera, però, la proposta è quella che riceve il favore minore, anche se molto plebliscitario, ma tant’è.
L’okay al “primato del diritto internazionale”, per dire, arriva al 98,3%, seguito a ruota dalla Conferenza internazionale e il riconoscimento dello Stato di Palestina che raccoglie il 97,9% dei voti favorevoli. Il 94,1% vuole il no al piano di riarmo europeo e il 91,8% il no all’innalzamento della spesa per la difesa.
“Dopo quattro anni sappiamo cosa c’è dall’altra parte. Hanno avuto la possibilità di dimostrare chi sono e dove ci vogliono portare. Dall’altra parte c’è chi a parole vuole più democrazia, ma poi vuole il premierato per consegnare pieni poteri a una sola persona. C’è chi dice di aspirarsi a Borsellino e vuole una giustizia più equa, ma in realtà vuole i giudici sotto il tacco della politica e introduce norme per limitare i poteri investigativi. Vuole norme per avvisare delinquenti e spacciatori prima dell’arresto. C’è chi ha detto e continua a dire, che vuole portare la meritocrazia e ha messo amichetti ai vertici dello Stato anche privi di competenze e poi ha tenuto per tre anni una ministra indagata”, ha detto Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, dal palco della manifestazione in corso a Milano.
“Giorgia Meloni ha detto ‘occhio a chi nel mondo non ama l’Italia’. Chi non ama l’Italia è a Palazzo Chigi. Solo chi non ama l’Italia poteva mettere anche a futura memoria 3 firme su 3 errori clamorosi che fanno male all’interesse nazionale: la firma al patto stabilità con tagli a sanità e scuola dolorosissimi. – ha dichiarato Conte – La firma al patto di riarmo che permette alla Germania di riempire gli arsenali mentre AfD, i neonazisti, si preparano ad andare al governo. Solo chi non ama l’Italia poteva andare al vertice Nato per firmare un accordo per aumentare le spese fino al 5% della difesa”.
“Di là sappiamo chi c’è, chi ha reso l’Italia complice silente del genocidio a Gaza. Oltre 20mila bambini uccisi”, ha affermato il leader M5s parlando del governo Meloni di fronte alla crisi in Medio Oriente. “Giudichiamo stati e governi da come si comportano e chi compie un genocidio non sarà mai nostro amico”. Nell’ipotesi che il Movimento 5 Stelle salga al governo dopo le elezioni del prossimo anno “riconosceremo lo stato di Palestina; sanzioni economiche e finanziarie a Netanyahu, stracceremo gli accordi di cooperazione militare e ci batteremo in seno all’Unione Europea perché Israele venga privato dello status di partner privilegiato dell’Ue”. “E se non bastasse – ha continua – promuoveremo davanti la Corte Penale Internazionale i responsabili di questo genocidio, parteciperemo attivamente” ha aggiunto.
“Quando andremo al governo come prima cosa iniziamo a dire cosa c’è da cancellare. No al riarmo; no ad accordi militari e commerciali con Israele; restaurazione del reato di abuso d’ufficio; no alla norma salva politici dalla corte dei conti; cancellare le norme che limitano gli strumenti investigativi e le intercettazioni. Cancelleremo anche le leggi bavaglio. Dopo questa tabula rasa realizzeremo il progetto progressista”, ha dichiarato Conte.
“Il governo ha fallito sulla sicurezza. Toccherà a noi garantire più sicurezza; in modo pragmatico non con le chiacchiere. Non si può garantire più sicurezza con scoperture nell’organico delle nostre forze dell’ordine”, ha spiegato Conte.
Sul caso Del Mastro: “Siamo stufi di assistere a voti del Parlamento che tradiscono la Costituzione. Scudare Del Mastro sulle chat non è in collegamento con il principio costituzionale. Non c’è nessuna connessione tra l’esercizio delle funzioni parlamentari e le attività fatte con un prestanome di un clan mafioso. Dobbiamo modificare i regolamenti parlamentari”.
“La nota comune di tutte le nostre proposte è il fatto che virino ad attuare la nostra Costituzione. Ecco perché ho da tempo proposto che questo progetto, l’alleanza progressista, si chiami “Alleanza per la Costituzione“, ha concluso Conte.


