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Politica
Grillo mette alla gogna i dissidenti. Il partito si ribella. In quattro lasciano

"Sono peggio dei fascisti". Cosi' una senatrice 5 stelle, tra quelle ormai considerate dissidenti e che per questo preferisce restare anonima, accusa quella parte del gruppo M5S che con "metodi antidemocratici e brutali" vuole l'espulsione dei 4 finiti nel mirino di Grillo. Ma i senatori 5 stelle, che si sono spaccati tra urla, parolacce e lacrime in una sofferta riunione a Palazzo Madama, non mollano: insistono nel chiedere la non validita' della congiunta di ieri sera - che ha votato per l'espulsione di Orellana, Campanella, Battista e Bocchino - sottolineando il "non rispetto delle regole perche' prima dovevamo riunirci noi senatori e solo successivamente la congiunta" ma anche criticando il fatto che "su un totale di 160 parlamentari alla fine ieri soltanto 70 hanno detto si' ed e' inaccettabile". Tra l'altro, criticano, "per quale reato? Per aver espresso delle critiche?".

Ma sotto accusa finisce anche il capogruppo Maurizio Santangelo "per come ha gestito tutta la vicenda". "La verita' - spiega avvelenato un senatore - e' che tutto e' deciso dall'alto. Sono Grillo e Casaleggio che gli hanno detto di farci fuori. L'ordine e' questo". E a confermarlo, secondo molti senatori 5 stelle, ci sarebbe il fatto che la votazione in corso sul blog prevede un unico voto per espellere o salvare tutti e 4 i dissidenti. Quindi, cosi' non c'e' la possibilita' di salvarne uno: tutti assolti o tutti espulsi. "E invece - lamenta un senatore molto critico - ieri in assemblea ci era stato detto che le votazioni sarebbero state differenziate". Tra l'altro uno dei fedelissimi, proprio due giorni fa, ipotizzava che la Rete avrebbe 'salvato' Orellana, unico tra i quattro. Ma a questo punto, considerando il voto per il 'pacchetto' dei 4, non sara' possibile.

Fibrillazioni ci sono anche alla Camera anche se li' i deputati a disagio sono comunque di meno. Ad esporsi soprattutto Alessio Tacconi che ha chiesto a gran voce di essere considerato il quinto da espellere, ribadendo la sua solidarieta' ai 4 dissidenti. E' probabile che la prossima richiesta di espulsione sara' per lui. Dopo il voto sul blog, i senatori 5 stelle dovrebbero riunirsi di nuovo per decidere cosa fare. Se sara' confermata l'espulsione dei 4, saranno confermate le dimissioni di almeno 6 senatori e il numero potrebbe crescere. Dal momento che pero', per prassi, l'aula del Senato respinge le dimissioni almeno alla prima votazione, e' possibile che i 10 dissidenti costituiscano un loro gruppo autonomo: i numeri ci sarebbero.

"29.883 hanno votato per ratificare la delibera di espulsione. 13.485 hanno votato contro. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato". Cosi' su twitter Beppe Grillo annuncia il risultato della votazione on line che ha decretato l'espulsione dei 4 senatori dissidenti, Luis Alberto Orellana, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Lorenzo Battista. Sul sito si legge che "hanno partecipato alla votazione 43.368 iscritti certificati al Movimento 5 stelle".

LE DIMISSIONI - Il senatore 5 stelle, Maurizio Romani, conferma le sue dimissioni. Lo fa con un post su Facebook: "Oggi rassegno quindi le mie dimissioni da senatore della Repubblica per lealta' e fedelta' allo Stato e alle Sue istituzioni, agli ideali stessi del Movimento 5 stelle e alla mia coscienza di uomo e di cittadino. Questo e' quello che ho detto in assemblea dei Senatori". Aggiunge pero': "E' iniziata una discussione registrata che e' stata sospesa per arrivare, dopo l'aula a riunirsi, sentire cosa gli altri pensano della mia decisione e solo allora decidero' se la mia coscienza mi consentira' di proseguire in questo cammino intrapreso con tutti voi".

Qualche minuto prima, sempre su Fb, Romani aveva scritto: "Come ho dichiarato nel mio intervento dell'altro giorno in Senato, sono entrato a fare parte del Movimento 5 stelle perche' ne condividevo i valori di democrazia, trasparenza e integrita' - e per la volonta' di essere artefici di un cambiamento del quale il paese continua ad avere bisogno. Oggi, le vicende interne al Movimento mi portano con dolore a constatare che le cose sono cambiate. Quei valori non sono piu' i valori che ispirano il comportamento di molti di noi. Oggi non mi sento piu' in coscienza di seguire certe scelte che considero sbagliate e soprattutto inefficaci. Se lo facessi tradirei quegli stessi valori e tradirei il mandato ricevuto da chi mi ha eletto e ha fiducia in me. Sono infatti convinto che espellere ed epurare siano metodi antidemocratici e assolutamente inefficaci a farci ottenere proprio quel cambiamento che i cittadini si aspettano da noi"

Continuano gli annunci di dimissioni nel Movimento 5 stelle: anche il senatore Luis Alberto Orellana ha annunciato a SkyTg24 di volersi dimettere da senatore. "Il simbolo e' di Grillo, lui ci tiene a queste cose e allora.." dice Orellana. "La decisione e' presa e rimane questa - assicura - l'amarezza e' troppa".

Anche Fabrizio Bocchino ha deciso di dimettersi da senatore 5 stelle. Ad annunciarlo e' stato lo stesso Bocchino a Skytg24: "E non saro' il solo" ha aggiunto. Bocchino e' uno dei quattro dissidenti sottoposto al voto della Rete per l'espulsione.

Anche Lorenzo Battista, senatore M5S, ha annunciato l'intenzione di dimettersi da senatore. Ora si attende il risultato del sondaggio lanciato da Beppe Grillo sui dissidente: "Se la rete ci salvera' vedremo", ha detto Battista conversando con i giornalisti.

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