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“M5S e Lega vanno avanti. Manca un’offerta politica alternativa”

Intervista di Affaritaliani.it alla senatrice di Forza Italia Virginia Tiraboschi

 

Pensa che il governo M5S-Lega andrà davvero avanti come promettono Di Maio e Salvini o sarà crisi?
“Credo che questa alleanza, per quanto cacofonica nel modo di comunicare, proseguirà il mandato di governo, non solo perché una parte importante del loro rispettivo elettorato lo vuole, ma anche perché non è ancora pronta una proposta politica alternativa che sia fresca, innovativa e prospettica nei contenuti”. 

Non crede che da parte dell’Unione europea ci siano pregiudizi verso l’Italia come con Berlusconi premier nel 2011?
“Non credo che l’UE abbia pregiudizi verso l’Italia. L’Europa va certamente riformata, perché i cittadini non sono soddisfatti e, in qualche modo, il voto italiano, così come quello tedesco e francese lo hanno fatto capire.L’Europa si cambia? Sono dubbiosa perché nei 30 anni che ci hanno preceduto, parlando per l’Italia, abbiamo saputo selezionare solo uomini e donne che nemmeno parlavano una lingua straniera. Altri paesi hanno fatto certamente meglio e hanno avuto maggiori vantaggi.Oggi l’Europa è governata dai poteri forti: la BCE, il FMI, la Commissione Europa e il Parlamento Europeo che viene eletto dai cittadini non ha grandi poteri. Aggiungo che questa Commissione, purtroppo, non prevederà nostri rappresentanti e che continuerà ad essere a forte trazione PPE-PSE con l’appoggio dei liberali e, forse, anche se i numeri sono già sufficienti così, dei verdi tedeschi.Un nuovo scenario politico  europeo nel quale, purtroppo, non vedo un protagonismo significativo dell’Italia. Sento dire da Di Maio che l’Italia dovrebbe esprimere un commissario europeo alla concorrenza o allo sviluppo economico. Con ottimismo voglio sperare, ma non vedo nulla di facile in tal senso”.

Che cosa dovrebbe fare Forza Italia dopo il deludente risultato del 26 maggio?
“Forza Italia è il movimento che vede Silvio Berlusconi, suo fondatore, il vero protagonista: lo dimostra il numero di preferenze, oltre 500.000, che è riuscito a prendere. Purtroppo, Forza Italia nel corso di 25 anni, non si è strutturata con un’organizzazione capillare sui territori e la dimostrazione di quanto sto dicendo è che nelle ultime votazioni, il risultato è stato deludente. Probabilmente, se non ci fosse stata la generosità del nostro Presidente, che ha dimostrato con passione di volerci essere ancora una volta, il risultato sarebbe stato sicuramente ancora peggiore.Forza Italia è stata profondamente rinnovata in occasione delle elezioni politiche del 2018 e molti uomini e donne con volti nuovi e competenze diffuse possono portare il loro contributo in chiave moderna su quell’impianto di valori e ideali, che sono ancora attuali, ma che vanno reinterpretati alla luce di un nuovo scenario, non solo italiano, ma internazionale, politico, economico, sociale e culturale che condizionerà pesantemente le relazioni industriali e riposizionerà ogni singolo paese e il mondo intero su un nuovo paradigma di sviluppo che vede protagonisti l’ambiente, le tecnologie digitali, così come nuovi modelli di produzione e consumo.E allora mi chiedo: chi può diventare l’interprete della nuova linea politica di Forza Italia? Un uomo o una donna che abbiano la capacità di attuare il modello di leadership diffusa, in cui un leader crea altri leader, affinché l’organizzazione risulti aperta e facilmente adattabile ai cambiamenti che saranno sempre più veloci e repentini. Un leader che non teme la nascita di altri leader, ai quali lascia lo spazio per proporre, ragionare e articolare modelli sui quali fare la sintesi delle migliori proposte, che si affinano attraverso un costante confronto che parte dal basso. A me, che ho frequentato in gioventù la sezione del PSI, una discussione costante e approfondita su temi importanti manca molto e ce ne sarebbe un urgente bisogno per avere un disegno paese che sia credibile, autorevole e che dia una prospettiva seria di crescita, sviluppo, equità e giustizia sociale a tutti i cittadini, con particolare riguardo alle future generazioni e ai più deboli”.

Lei potrebbe seguire Giovanni Toti che sta per lanciare un nuovo movimento?
“Non conosco Giovanni Toti perché non ho mai frequentato Forza Italia e non l’ho mai incontrato. Non conosco la sua proposta politica che non può limitarsi a dire che si vuole un’altra Italia che sia democratica, liberale, cattolica e che premi le competenze e il merito: mi pare tutto troppo generico e se non approfondisco il suo pensiero su temi più attuali e concreti che toccano la carne viva della gente, non mi sento di prendere alcuna posizione a favore o contro”.