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Politica
M5S, Grillo chiude la festa: "Basta dialogo, al governo"

"Io non ho piu' parole, le hanno dette tutte qui sul palco. Di Maio che viene da un piccolo paesino e' ora un mostro di bravura. Anche Di Battista. Ci faranno fuori e ci metteranno nel parlamento europeo come Mastella". Con questa battuta Beppe Grillo ha iniziato il suo comizio di chiusura al Circo Massimo.

Poi l'abbraccio con Di Maio e subito il leader dei pentastellati torna ad attaccare il Jobs Act e la Germania. "I tedeschi ci accusano di corruzione, ma fanno più nero di noi".

Poi di nuovo, come nel comizio di apertrura, il referendum per abolire l’euro. "Porteremo 5 milioni di firme", assicura grillo.

"Abbiamo più iscritti del Pd, noi siamo una base senza leader, loro un leader senza base". E rivendica la voglia di stare all’opposizione: "Noi non siamo un’istituzione, lo saranno i nostri figli". Ai militanti dice: "Visto dall’alto, il Circo Massimo a Cinquestelle è come i cerchi magici degli alieni. La vera novità sono i cerchi magici di questa gente qui, seduta sui banchetti a parlare con le persone".

Poi ribadisce la volontà di andare a Genova "martedì a spalare" perché "devono andare via immediatamente, siamo sommersi dalla peste rossa". In chiusura saluta con tutti i parlamentari sul palco.

Ma oggi è stata anche la giornata di Luigi Di Maio e del doppio cambio di programma per l'argomento del suo intervento: in mattinata era passato - sul blog del movimento - da "governo a 5 stelle" a "Terra dei Fuochi". Ma poi è cambiato ancora, tornando "Cosa avrebbe fatto un governo a 5 Stelle". Un cambiamento che può essere visto come un tentativo di allentare la tensione e l'attenzione sul vicepresidente della Camera, visto che l'annunciato intervento sulla volontà dei 5S di raggiungere il premio di maggioranza alle prossime politiche e assumere la guida del Paese erano attese come una vera e propria investitura dello stesso Di Maio a candidato premier del M5s.

Ma il vicepresidente della Camera ha risposto a queste speculazioni direttamente dal palco: "Si è parlato di leadership, di incoronazione, voglio dirlo chiaramente: se volete cercare un leader andate alle feste dell'Unità. Qui siamo una comunità con tante teste pensanti, ma nessuna testa di legno". Poi Di Maio ha affrontato alcuni dei 20 punti del programma del Movimento: l'abolizione dell'Irap, reddito di cittadinanza, sfruttamento del sottosuolo energetico, legge sulla scuola.

"La rivoluzione dell'Italia a 5 stelle è già qui - continua Di Maio - E non è stata quella di portare superuomini in parlamento. Non siamo superuomini. Noi ci siamo dati delle regole e le rispettiamo. Ci tagliamo lo stipendio, massimo due legislature, e se ti candidi ti candidi nel tuo territorio. Abbiamo sostituito il 'Non si può fare' con il 'Vai a casa se non sei capace'". E conclude: "Un governo cinquestelle sarebbe esattamente quello che è scritto nel programma che abbiamo presentato".

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