Il M5S è pericoloso per la sanità pubblica.
È portatore di idee metafisiche sulla scienza che nulla hanno a che fare con la realtà fattuale.
Il suo programma in generale e sulla sanità in particolare è il solito minestrone ideologico contro le multinazionali delle case farmaceutiche, lotta alla ludopatia (come se il cittadino fosse un minus habens non in grado di scegliere quello che vuole, oltretutto nel lecito) e, naturalmente, da veri pesci in barile, come insegna Di Maio, non affronta il tema principale dei vaccini proprio mentre giunge al Senato il decreto Lorenzin sull’obbligatorietà dei vaccini stessi.
La cosa “divertente” -diciamo così- è che i Cinque Stelle che diffidano della scienza hanno poi come piattaforma “Rousseau” che invece fu un filosofo illuminista e l’illuminismo fu il periodo d’oro della scienza.
Ma, si sa, il M5S ama paradossi e giravolte e probabilmente nessuno di loro si sarà mai posto il problema almeno del cambio del nome della piattaforma “popolare” di voto.
L’amore del Movimento per un certo complottismo generalizzato in cui si aggirano banche e incappucciati pronti a manipolare il mondo li porta spesso a posizioni fantasiose che però purtroppo, come nel caso dei vaccini, hanno conseguenze gravi sulla salute pubblica.
Perché non si tratta più o solo di libertà individuale ma di potenziali untori non vaccinati che trasmettono malattie che da tempo erano state debellate ma che ora stanno tornando purtroppo di attualità.
I casi di morbillo, ad esempio, stanno salendo esponenzialmente grazie a questo tipo di atteggiamento.
Ma, naturalmente, nel programma sulla sanità si cerca di evitare l’argomento, con buona pace di Rousseau.

