Se si fa l’identikit del ministro più attivo durante l’emergenza Covid, molto probabilmente il ritratto corrisponderà al nome di Luigi Di Maio. A confermarlo sono voci grilline di peso: “Di Maio è senza dubbio il ministro che più di tutti si sta dando da fare in questa crisi”. Ma il ruolo cruciale del titolare della Farnesina passa soprattutto da operazioni concrete, come il costante reperimento di dispositivi sanitari dall’estero durante il lockdown. Apprezzato dentro il MoVimento 5 Stelle, dove se ne parla sempre più spesso con nostalgia in relazione al suo ruolo, ormai dismesso, di capo politico, ma sempre punto di riferimento per molti.
E’ elogiato fuori dal perimetro pentastellato, dove Di Maio riscuote il plauso dei maggiorenti delle più disparate forze politiche. Ma è anche all’estero che il ministro degli esteri ha raccolto endorsement, ad esempio da personalità come la cancellera tedesca Merkel (“ho sentito parlare molto bene di lei”), al presidente albanese Edi Rama o da omologhi europei come il francese Le Drian e il tedesco Maas. Da alcuni esponenti della maggioranza è stata ribattezzato come il “ministro dell’emergenza” alla luce dei risultati ottenuti per il Paese durante questa pandemia.
Tutti ricorderanno i carichi di mascherine e dispositivi sanitari arrivati quotidianamente da diverse parti del mondo, proprio in seguito all’intervento di Di Maio. Così come dello sblocco del materiale sanitario destinato all’Italia ma trattenuto in alcuni Paesi esteri. Tutte tessere di un puzzle alle quali si aggiungono, in rapida successione, altri colpi messi a segno da Di Maio: dall’arrivo di personale medico da Paesi esteri, al ruolo chiave nella promozione dell’alleanza internazionale sul vaccino anti-Covid, passando per il recente Patto sull’Export. Senza dimenticare i circa 100mila connazionali rimpatriati grazie al lavoro dell’Unità di Crisi della Farnesina e, adesso, il risultato ottenuto dello sblocco dei flussi turistici con i Paesi Ue. Di Maio ha collezionato in primis l’apprezzamento dei suoi. C’è la voce di diamaiani di ferro come il questore M5S della Camera Francesco D’Uva, che ha più volte sottolineato come Di Maio stia “dando il massimo durante questa emergenza, lavorando sodo per far tornare i turisti stranieri e per rilanciare il Made in Italy”.
Di Maio è riuscito anche a riconquistare la fiducia dei cosiddetti fichiani, come il vicecapogruppo M5S alla Camera Ricciardi, che in un recente post Facebook ha sottolineato la “perfezione” della sintesi fatta da Di Maio sulla differenza tra sovranità e sovranismo. Venendo poi alle attestazioni di stima di esponenti delle altre forze politiche, è ormai noto a tutti il gradimento del numero 2 della Lega Giorgetti, più volte rimarcato in occasione di interviste come quella al Corriere, in cui afferma senza peli sulla lingua: “con Di Maio io vado sempre d’accordo”.
E se il capo delegazione dem al governo Franceschini dichiara di lavorare in “perfetta sintonia” con il capo della Farnesina, il leader di Italia Viva Matteo Renzi in una recente intervista ha afferma che “occorre riconoscere che la gestione di Di Maio alla Farnesina, anche in rapporto alla vicenda del Venezuela, è stata sinora inappuntabile”. Del resto sono state bipartisan anche le espressioni di solidarietà arrivate a pioggia praticamente dall’intero arco parlamentare, dopo le notizie sulle minacce apparse sui social. Anche lontano dai riflettori dei vertici pentastellati, Di Maio continua a rappresentare l’azione concreta del Movimento 5 Stelle di governo.


