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M5S-Ue, il “pasticcio” fa perdere voti. Salvini e la Lega si fregano le mani

M5S, ecco le conseguenze elettorali del caso collocazione in Europa

Quali sono le conseguenze elettorali del caso collocazione in Europa (ovvero il divorzio da Nigel Farage e la richiesta, poi bocciata, di passare con i liberali filo-euro) che ha terremotato il Movimento 5 Stelle negli ultimi giorni? Affaritaliani.it lo ha chiesto al sondaggista Alessandro Amadori, vice-presidente dell’Istituto Piepoli

Quali sono le conseguenze elettorali del caso collocazione in Europa (ovvero il divorzio da Nigel Farage e la richiesta, poi bocciata, di passare con i liberali filo-euro) che ha terremotato il Movimento 5 Stelle negli ultimi giorni? Affaritaliani.it lo ha chiesto al sondaggista Alessandro Amadori, vice-presidente dell’Istituto Piepoli.

“Prima di tutto occore fare una premessa: il tema delle vicende estere ha sempre poca influenza sugli elettori e questo accade tanto in Francia quanto in Germania e in Italia. Detto ciò, però, sul M5S stiamo assistendo a un effetto da somma di pasticci che ormai sono davvero troppi. Dopo il caso Roma-giunta Raggi, si aggiunge lo scivolone di immagine in Europa. E tutto ciò conferma la confusione nella strategia dei vertici dei 5 Stelle. Un movimento pasticcione”.

Amadori prosegue: “Ritengo che nelle intenzioni di voto non ci saranno particolari ripercussioni sui 5 Stelle perché, come accadeva per Alleanza Nazionale, è sempre alto nei sondaggi pre-elettori. Ma nel voto reale nelle urne potrebbe davvero esserci un ridimensionamento. Una sorta di effetto Le Pen, cioè molti elettori incerti che potrebbero votare M5S alla fine non lo faranno anche a causa di tutte queste vicende. E così i grillini potrebbero nel voto reale scendere fino al 25%, perdendo il ballottaggio con il Pd (o addirittura restare fuori dal secondo turno) nel caso in cui restasse in piede l’Italicum”.

E ancora: “Nelle intenzioni di voto il M5S catalizza ancora il disagio di una fetta ampia della popolazione ma quando ci si trova nella cabina elettorale scattano anche altre considerazioni. Un indebolimento dei 5 Stelle sarebbe tutto a vantaggio della Lega, e non a caso Salvini, molto abilmente, ha subito commentato ‘porte aperte ai grillini delusi’, dopo il divorzio dagli euro-scettici di Farage e dello Ukip. Il Carroccio potrebbe quindi tornare intorno al 13-14% e risorpassare Forza Italia. Qualche piccolo vantaggio anche per Fratelli d’Italia, che però fatica a uscire dalla sua nicchia del 5%, e per la sinistra-sinistra. Certamente – conclude Amadori – non ci sarà alcun travaso di voti dal Movimento 5 Stelle al Partito Democratico o a Forza Italia“.