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Politica

Non piu' di 5000 euro lordi al mese per deputato, accorpando indennita' parlamentare e diaria di soggiorno. E poi, via il rimborso spese per l'esercizio di mandato (1845 euro netti a titolo forfettario, 1845 netti per spese attestate), via il rimborso per le spese accessorie di viaggio e per le spese telefoniche, annullata l'indennita' di ufficio per vicepresidenti(4446,14 lordi), questori(4453,84 euro lordi) e segretari di presidenza( 3181,31 lordi), niente rimborso spese telefoniche, e' quanto si legge nella proposta di spending review con cui il movimento 5 stelle vuole calare la scure sulle spese di Montecitorio.

"E' auspicabile - si spiega nella proposta pentastellata - accorpare tutte le voci di spesa estranee all'indennita' (diaria di soggiorno mensile, rimborso spese per l'esercizio di mandato, rimborso spese accessorie di viaggio, rimborso forfettario spese telefoniche). Qualsiasi spesa dovra' essere giustificata a titolo di rimborso alla Camera dei Deputati e pubblicata online sul sito ufficiale per ogni deputato. L'erogazione deve avvenire per spese attestate e non superare il tetto massimo di euro 8.559,24 al mese".

Infine niente spese di rappresentanza per vicepresidenti questori e segretari di presidenza nella proposta 'grillina' che invita ad adottare un codice etico e si rifa' al modello seguito dai colleghi siciliani all'Ars. Si auspica da parte dell'Ufficio di Presidenza l'emanazione di un codice etico (consultabile da tutti i cittadini) che contenga le linee di indirizzo per l'accesso alle spese a titolo di rimborso legate alla carica di Deputato. Cosi' da poter permettere un corretto utilizzo della cifra economica disponibile, si legge.

Quindi si ricorda che la parte eccedente alla quota trattenuta ai parlamentari siciliani M5S, viene versata tramite bonifico al "fondo per il microcredito alle piccole e medie imprese dell'Assemblea Regionale Siciliana". Si chiede pertanto di creare un fondo analogo anche a livello della Camera dei deputati.

Il movimento Cinque Stelle propone 42 milioni di tagli l'anno per la Camera dei Deputati. La proposta e' contenuta in una relazione inviata ieri alla Presidente Laura Boldrini, cui e' stata velocemente illustrata, ed ai componenti dell'Ufficio di presidenza. La maggior parte della riduzione dei costi messa a punto nella relazione  e' legata agli emolumenti dei deputati ed ai doppi incarichi ricoperti. "Il MoVimento 5 Stelle ha approntato una proposta di tagli per 42 milioni di euro l'anno, sugli stipendi e le indennita' dei deputati", spiega poi un articolo sul blog di Beppe Grillo a firma del gruppo parlamentare della Camera.

"Martedi' prossimo la proporremo all'ufficio di presidenza della Camera attraverso i nostri eletti: il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e i segretari Claudia Mannino e Riccardo Fraccaro. Cosi' sapremo se la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha veramente voglia di intervenire sui costi della politica. Visto che nel corso dell'ultimo ufficio di presidenza la Boldrini aveva detto che si sarebbe decurtata lo stipendio del 30% anche se in realta' il taglio effettivo sarebbe stato solo del 6,9% netto", si sottolinea.

Nella stessa riunione, si legge ancora, l'ufficio di presidenza "aveva pero' rifiutato la proposta del Movimento 5 Stelle di eliminare il parco di auto blu della Camera e anzi aveva dato il via libera alla costituzione di un nuovo gruppo parlamentare, senza che pero' ne ricorressero i requisiti, determinando a carico dei cittadini una nuova e maggiore spesa per circa 400 mila euro l'anno".

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