Magistratura, tensione in vista del referendum: bufera dopo il post del segretario dell'Anm. Nordio: "Offende governo e Parlamento" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 15:41

Magistratura, tensione in vista del referendum: bufera dopo il post del segretario dell'Anm. Nordio: "Offende governo e Parlamento"

Il segretario Maruotti cancella il post e si scusa: “si prestava ad essere strumentalizzato”. Il ministro: “pattumiera della vergogna” e attacco durissimo alle toghe

di Angela Luna

La polemica social, dal post rimosso alle scuse, mentre si avvicina il referendum

È bufera tra l'Associazione Nazionale Magistrati e il ministero della Giustizia dopo un post social del segretario generale dell’ANM, Rocco Maruotti, in cui venivano accostati i fatti di Minneapolis alla riforma della giustizia di Carlo Nordio. Il messaggio è stato rimosso in pochi minuti, ma la polemica è esplosa ugualmente, con un botta e risposta durissimo che riaccende lo scontro tra toghe e governo proprio mentre si avvicina la partita del referendum.

Maruotti è intervenuto con una nota di scuse, spiegando le ragioni della rimozione e prendendo le distanze dall’accostamento: "Il post di cui si parla è stato rimosso dopo pochi minuti perché, per come era scritto, si prestava ad essere strumentalizzato. Non ritenevo e non ritengo opportuno paragonare la situazione statunitense, che pure deve porre interrogativi importanti sulla tenuta dello Stato di diritto in tutto il mondo, con quella italiana. E pertanto mi scuso con chi vi ha letto un accostamento improprio". Il segretario generale dell’Anm ha poi precisato il senso della critica, rivolta al modello statunitense: "La critica era rivolta a ciò che sta accadendo in questi giorni a Minneapolis e mirava a mettere in evidenza il fatto che il sistema accusatorio puro non rappresenta necessariamente un argine ad ingiustizie e gravi violazioni dei diritti umani come quelle che si stanno verificando negli Stati Uniti".

La replica del Guardasigilli non si è fatta attendere ed è stata durissima. Nordio ha attaccato frontalmente Maruotti per il contenuto e per il metodo del post, definendolo un messaggio offensivo non solo sul piano politico ma anche istituzionale: "Il segretario generale dell'Associazione nazionale magistrati, Rocco Maruotti, ha avuto l'ardire di associare l'immagine di un tragico evento a Minneapolis alle ragioni e agli obiettivi della nostra riforma. Ci auguriamo che la maggioranza dei magistrati cestini questo disgustoso messaggio nella pattumiera della vergogna. Esso offende non solo Governo e Parlamento ma anche chi amministra la giustizia". E, riferendosi all’impatto sul clima politico, il ministro ha aggiunto che l’episodio "rischia di pregiudicare quel clima di ragionevolezza e pacatezza che da sempre auspichiamo nella imminenza del referendum".

Dopo la nota di Maruotti, è arrivata anche una seconda risposta del ministro, ancora più personale nei toni: "Prendo atto della retromarcia tardiva e grottesca del segretario della Anm. Dopo il suo comunicato così indegno, le scuse, inaccettabili, rivelano o un intelletto inadeguato alla importanza della carica o la debolezza di un cuore incapace di essere coerente con le proprie pulsioni".

La vicenda finisce così per trasformare un post durato pochi minuti in un nuovo fronte di scontro tra governo e magistratura: da una parte le scuse del segretario dell’Anm, dall’altra un attacco senza sconti del ministro Nordio, che lega apertamente la polemica al clima della campagna referendaria.

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