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Messaggio di fine anno, Mattarella snobba il governo Renzi

L’ANALISI DI ERNESTO VERGANI – Nel suo primo discorso di fine anno, Sergio Mattarella, mette troppa carne al fuoco, colpisce per alcune analisi, ma non dice nulla sullo stato di salute della democrazia italiana. E in un certo senso sminuisce l’ottimismo del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Che per giunta non cita mai. Mentre ricorda, unico leader, Papa Francesco

 

Di Ernesto Vergani
 

Dodicesimo presidente della Repubblica, eletto il 31 gennaio 2015, voluto dal premier Matteo Renzi, per cui si infranse il patto del Nazareno, nel suo primo discorso di fine anno, Sergio Mattarella, mette troppa carne al fuoco, colpisce per alcune analisi, ma non dice nulla sullo stato di salute della democrazia italiana. E in un certo senso sminuisce l’ottimismo del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Che per giunta non cita mai. Mentre ricorda, unico leader, Papa Francesco.

Mattarella parla della piccola ripresa economica, ma  che fa soffrire le famiglie; dei giovani che non hanno lavoro, dei 40/50enni che l’hanno perso e faticano a ritrovarlo. Del divario del Sud, della mancanza di mobilità sociale.

Accomuna il tema dell’ambiente e quello della migrazione nel senso che dice che entrambi hanno cause mondiali, che vanno risolte in un’ottica globale. Ricorda che il 70% dei bambini stranieri ha un amico italiano. Ma sostiene che bisogna essere giusti e fermi. Gli stranieri devono rispettare le regole dell’Italia e allontanare i predicatori d’odio.

Quindi la riflessione sugli italiani, geniali e individualisti. Ma il dato che rammenta Mattarella – 122 miliardi di tasse evase in un anno – indicherebbe che gli italiani sono più che individualisti, che non hanno proprio il senso dello Stato.

Alla fine accenni veloci (troppo pochi 20 minuti per tanti temi) alla lotta alle mafie, alla solidarietà, alla disabilità, alle donne (citate Fabiola  Giannotti  alla guida del Cern, l’astronauta Samantha Cristoforetti, Nicole Orlando, vincitrice di quattro ori ai mondiali di persone con sindrome di down).

Grande assente il giudizio da arbitro delle istituzioni. Nessun riferimento alla nuova legge elettorale (Italicum), alla riforma della Costituzione, ai cambi di casacca in Parlamento, alla dialettica parlamentare. Nulla sul decreto salva-banche e sulle tante polemiche sull’eventuale conflitto d’interessi del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, figlia del vicepresidente di Banca Etruria, una delle quattro salvate. Nessun accenno ai problemi di consenso, alle difficoltà della stampa italiana. Nessuna citazione sull’azione politica del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.