Arriva anche il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo i fatti della Val Susa. Alla cerimonia del Ventaglio, il capo dello Stato ha definito “inammissibile” quanto accaduto, parlando di un attacco alle basi della convivenza democratica. “La violenza è un virus letale per la democrazia”, ha scandito, “aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica”. Mattarella ha avvertito contro la deriva del “fai da te” politico e sociale: non è accettabile che chi si ritrova in minoranza ritenga legittimo ricorrere alla violenza, né che si pensi di adattare le leggi ai comportamenti individuali. “Sarebbe l’abdicazione dello Stato”, ha detto, richiamando la necessità di regole comuni e non di norme piegate ai casi del momento.
Il presidente ha poi invitato alla politica in generale di evitare “aggressività verbale intempestiva” e a non lasciare che le tensioni elettorali distolgano l’attenzione dai problemi reali dei cittadini. Ha espresso preoccupazione per l’astensionismo crescente, definendolo il vero nodo da affrontare nel dibattito politico.
Sul fronte europeo, Mattarella ha ribadito che una difesa comune non è una minaccia ma uno strumento di pace, criticando l’abbandono della Conferenza sul futuro dell’Europa. Ha richiamato le responsabilità dell’Ue in uno scenario globale segnato da conflitti che dal Mediterraneo arrivano al cuore dell’Europa. Infine, un passaggio sulla paralisi della Commissione di Vigilanza Rai, che blocca il sistema radiotelevisivo pubblico, e un richiamo alla necessità di una strategia strutturale sulle migrazioni, superando definitivamente la logica dell’emergenza.

