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Politica
La scheda/ Ecco chi è Sergio Mattarella, l’ex Dc che si scontrò con Berlusconi sulla legge Mammì

Piu' volte ministro, deputato per quindici anni, oggi giudice costituzionale, in politica da sempre. Sergio Mattarella, siciliano, nato a Palermo il 23 luglio del 1941, e' tra i piu' accreditati per diventare il nuovo presidente della Repubblica. Figlio di Bernardo, politico democristiano piu' volte ministro tra gli anni Cinquanta e Sessanta, e fratello minore di Piersanti, che nel 1980 fu assassinato da Cosa Nostra mentre era presidente della Regione Siciliana, Sergio Mattarella in gioventu' milita tra le file della Gioventu' Studentesca di Azione Cattolica e della FUCI, poi diventa docente di Diritto parlamentare all'Universita' di Palermo. Deputato dal 1983 al 2008, prima per la Democrazia Cristiana e poi per il Partito Popolare Italiano e la Margherita, e piu' volte ministro, dal 2011 e' giudice costituzionale di nomina parlamentare. Tutti lo conosco per la legge che il politologo Giovanni Sartori ha ribattezzato "Mattarellum". Nella XII Legislatura, Mattarella e' infatti relatore della legge di riforma elettorale della Camera e del Senato che, recependo l'esito del referendum del 1993, introduceva una preponderante componente maggioritaria. Vicino per tradizione familiare alla corrente morotea della Democrazia Cristiana, dopo la morte del padre nel 1968 e l'assassinio del fratello, alle elezioni politiche del 1983 viene eletto alla Camera nella circoscrizione della Sicilia Occidentale.

Rieletto deputato nel 1987 si mantiene vicino alle correnti di sinistra del partito ed in particolare al segretario politico Ciriaco De Mita. Nello stesso anno e' nominato ministro dei Rapporti con il Parlamento nel governo Goria e confermato nell'incarico l'anno successivo nel governo De Mita. Nel 1989, con la formazione del governo Andreotti VI diventa ministro della Pubblica Istruzione. Si dimette dall'incarico il 27 luglio 1990, insieme ad altri ministri della corrente di sinistra della DC, per protestare contro l'approvazione della legge Mammi' di riassetto del sistema radiotelevisivo che avrebbe legittimato la posizione dominante del gruppo televisivo di Silvio Berlusconi. Privo di incarichi di governo, e' rieletto alla Camera nel 1992 e nello stesso anno gli viene affidata la direzione del quotidiano della Democrazia Cristiana Il Popolo. Mai sfiorato dalle inchieste su Tangentopoli, Mattarella e' uno dei protagonisti del rinnovamento della DC che avrebbe condotto nel gennaio 1994 alla fondazione del Partito Popolare Italiano. Nel 1995, al culmine dello scontro interno al PPI, apostrofa l'allora segretario Rocco Buttiglione, che cercava l'alleanza con la destra, "el general golpista Roquito Butillone..." e definisce "un incubo irrazionale" l'ipotesi che Forza Italia potesse essere accolta nel Partito Popolare Europeo. Nel 1996, con l'affermazione elettorale de L'Ulivo, e' di nuovo deputato e viene eletto capogruppo dei popolari alla Camera. Durante il governo D'Alema I assume la carica di vicepresidente del Consiglio, mentre nei successivi Governo D'Alema II e Governo Amato II e' Ministro della Difesa. Gia' nel 2013 il suo nome era stato proposto dall'ex segretario Pier Luigi Bersani come candidato alla presidenza della Repubblica.

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