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Mediaset, Bollorè distrugge il Centrodestra. Berlusconi filo-Pd, addio Salvini

Vivendi-Mediaset e l’impatto sulla politica. Finisce qui il Centrodestra?

Mediaset, Bollorè distrugge il Centrodestra. Berlusconi filo-Pd, addio Salvini
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Da quando Vivendi ha iniziato a rastrellare titoli Mediaset sul mercato, avviando così una scalata ostile per conquistare il Biscione, l’ex Cavaliere ha impresso una svolta a 360 gradi a Forza Italia. La battaglia per il Biscione, di fatto, sta disintegrando il Centrodestra…

Nessuna fretta di andare a votare. No al Mattarellum. Non esclusa un’alleanza di governo con il Pd e Renzi. Sì al nuovo provvedimento sulle banche. Pace con Mattarella. Massima disponibilità a collaborare con Gentiloni (non solo su Mps). E addirittura, secondo alcune indiscrezioni, ipotesi Mario Draghi presidente del Consiglio. C’è un filo conduttore nelle ultime scelte politiche e nelle affermazioni di Silvio Berlusconi. Un minimo comun denominatore che porta dritto in Bretagna e che porta il nome del finanziarie-squalo Vincent Bollorè.

Da quando Vivendi ha iniziato a rastrellare titoli Mediaset sul mercato, avviando così una scalata ostile per conquistare il Biscione, l’ex Cavaliere ha impresso una svolta a 360 gradi a Forza Italia. La battaglia per il Biscione, di fatto, sta disintegrando il Centrodestra e ogni ipotesi di alleanza politico-elettorale tra Forza Italia, la Lega di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale di Giorgia Meloni.

Il leader azzurro ha bisogno del pieno sostegno del governo in carica, quindi di Gentiloni e non tanto di Renzi, come del Colle, per difendere Mediaset dall’assalto di Bollorè ed è per questo motivo che dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre e la straordinaria vittoria del No anziché correre verso le urne per approfittare del flop del Pd sta cercando in ogni modo di trattare con l’esecutivo, nelle parole e nei fatti. Mediaset e il futuro dell’impero (figli e nipoti) – come disse mesi fa lo stesso Salvini ad Affaritaliani.it – certamente vale molto più dell’accordo (ancora tutto da costruire) con la Lage e Fdi.

Quindi no al Mattarellum, che potrebbe portare subito alle elezioni, e collaborazione totale con Gentiloni. Fino a ipotizzare un nuovo Patto del Nazareno con il premier in carica, visto che Renzi, con la sua voglia di tornare alle urne in primavera, non viene più seguito nemmeno da ampie fette del suo stesso partito (Franceschini e Orfini, oltre a Bersani). Bisogna vedere se tutta quella parte di Forza Italia che intende andare avanti nell’alleanza con Salvini e la Meloni, Giovanni Toti in testa, accetterà di sottostare alla virata politica pro-Mediaset impressa da Berlusconi o se in prospettiva gli azzurri andranno incontro ad una clamorosa scissione.