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Politica


Sì alla condanna a 4 anni di reclusione - 3 coperti da indulto - per Silvio Berlusconi, accusato di frode fiscale, ma per il leader del Pdl va ridotto il periodo di interdizione dai pubblici uffici, passando dai 5 anni stabiliti dai giudici del merito, a soli 3 anni. Questa la conclusione del sostituto pg di Cassazione Antonio Mura, giunta dopo oltre 4 ore di requisitoria. Davanti ai giudici della sezione feriale penale, il pg ha ripercorso punto per punto i motivi di ricorso dei quattro imputati nel processo Mediaset (oltre a Berlusconi sono sotto procedimento il produttore cinematografico Frank Agrama e gli ex manager Mediaset, Gabriella Galetto e Daniele Lorenzano): tutti colpevoli, secondo il pg, di aver messo a punti un meccanismo continuato di false fatturazioni, di cui l'ex premier sarebbe "l'ideatore". Un "contrasto di norme", però, ha portato Mura a chiedere che la stessa corte di Cassazione ridetermini al ribasso il periodo di interdizione dai pubblici uffici per il Cavaliere: la sua tesi, infatti, si discosterebbe da quella sostenuta dai giudici del merito seppur confortata da "piena dignità tecnico-giuridica". Il verdetto dovrebbe arrivare mercoledì sera, anche se al 'palazzaccio' c'è chi non esclude uno slittamento a giovedì: in queste ore si attendono le arringhe dei sei avvocati difensori, tra cui il professor Franco Coppi e l'avvocato Niccolo' Ghedini, legali di Berlusconi, i quali punteranno ad ottenere l'assoluzione, immediata e netta del proprio assistito, puntando sulla non configurabilità del reato per chi, all'epoca dei fatti, già non rivestiva più cariche formali nella società.

Lo slittamento del verdetto a giovedì (alla lettura del dispositivo potrebbero anche essere ammesse le televisioni) potrebbe essere causato da una lunga durata delle arringhe dei difensori e al protrarsi della Camera di Consiglio in cui i giudici, presieduti da Antonio Esposito, dovranno prendere la loro decisione. Se verrà accolta la richiesta formulata dal pg Mura, per Berlusconi si aprirebbe il 'nodo' interdizione, nonché quello delle modalità di esecuzione della pena. Un annullamento con rinvio della sentenza d'appello - emessa l'8 maggio scorso dai giudici di Milano -, invece, porterebbe di certo alla prescrizione, almeno di una parte, del reato contestato all'ex premier: per la presunta frode fiscale risalente al 2002, infatti, secondo i calcoli della Cassazione, la prescrizione maturerà il 1 agosto prossimo. Proprio la sentenza con rinvio ad un’altra corte di Appello per celebrare un nuovo processo o ricalcolare la pena è offerta a 1,70 dai bookmaker internazionali. Un annullamento senza rinvio, con l'accoglimento totale delle tesi difensive, significherebbe per Berlusconi la completa assoluzione. Un'eventualità a cui gli scommettitori non credono molto: l’annullamento in toto della condanna. infatti, viene bancato a 20 volte la scommessa

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