Ucraina, Meloni: “Non mi alleo con chi vota contro il sostegno a Kiev”
Dopo quattro anni di governo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni affronta a tutto campo i principali dossier politici ed economici in un’intervista al Foglio. Tra i temi al centro del colloquio c’è innanzitutto la guerra in Ucraina e la posizione dell’Italia sul sostegno a Kiev. “Giorgia Meloni non è certamente disposta a fare il contrario di quello che ha fatto finora, o di quello in cui crede, per calcolo politico o elettorale”, afferma la presidente del Consiglio, spiegando perché non sarebbe disposta ad allearsi con forze che votano contro il sostegno all’Ucraina. “Io sono una persona seria, e non sono buona per tutte le stagioni. Chi cerca un premier che cambia idea in base al sostegno di questo o di quel partito, sempre e solo per tornaconto personale, deve rivolgersi altrove. E credo anche di sapere dove, perché ci siamo già passati”, aggiunge Meloni.
Vannacci come il Mago di Oz: “Poi lo ritrovo a fare le gare di nuoto con Renzi”
Nel passaggio dedicato agli avversari e agli alleati politici, Meloni ricorre invece all’ironia, associando alcuni protagonisti della politica italiana a libri, film e serie tv. A Giuseppe Conte ed Elly Schlein consiglia Una poltrona per due, mentre a Matteo Renzi suggerisce Ritorno al futuro, “per la nostalgia degli anni che furono”. Per Carlo Calenda sceglie L’ultimo dei Mohicani, per “la tenacia con cui si oppone agli estremismi della sinistra”. Poi arriva il riferimento a Roberto Vannacci, al quale Meloni associa Il Mago di Oz. “Perché l’uomo che proietta la sua immagine gigantesca, alla fine del film, è un po’ quello che mi capita di pensare quando vedo quei video fatti con la IA di lui muscoloso condottiero e poi lo ritrovo a fare le gare di nuoto con Renzi“, dice la premier. Per Antonio Tajani e Matteo Salvini, invece, la scelta cade su Stranger Things: “Guardare quella comitiva all’apparenza improbabile che combatteva una battaglia più grande di lei mi ha fatto spesso sorridere, pensando a questi anni”.
Draghi e l’Europa: “Non credo che la soluzione sia una maggiore integrazione”
Sul futuro dell’Unione europea, Meloni prende esplicitamente le distanze dalla visione di Mario Draghi e dall’idea di una maggiore integrazione come risposta alle difficoltà dell’Ue”. “Il meccanismo di funzionamento dell’Unione europea si è dimostrato inadeguato ad affrontare le grandi sfide della nostra epoca”, osserva la premier. “Sono felice che ora siamo tutti d’accordo sul fatto che serva un cambio di passo, perché quando lo dicevamo noi venivamo tacciati di antieuropeismo”. Ma sulla strada da seguire Meloni non concorda con Draghi: “Non credo però che la soluzione sia cercare ancora più integrazione europea o il superamento dell’unanimità o l’Europa federale che supera gli Stati nazionali, e quindi non sono d’accordo con Mario Draghi”. La premier rivendica invece la visione dei conservatori europei: “Serve l’esatto opposto, ovvero un modello di Europa confederale, nel quale gli Stati membri mantengano ampia sovranità ma interagiscano in modo più efficace sulle materie di rilevanza strategica”.
Economia, Meloni: “I dati dei primi sei mesi potrebbero portare a una crescita dell’1%”
Sul fronte economico, la presidente del Consiglio guarda ai dati dei primi sei mesi dell’anno e vede la possibilità che l’Italia chiuda il 2026 con una crescita dell’1%. “A proposito di crescita economica, seppur in un contesto molto difficile e incerto, l’economia italiana regge bene e i dati dei primi sei mesi dell’anno potrebbero portare a una crescita 2026 dell’1%, in linea se non superiore a quella dell’area euro”, sostiene Meloni. La premier riconosce però le difficoltà strutturali dell’economia italiana. “È vero poi che l’economia italiana fatica ormai da molti anni a crescere in modo sostenuto e costante”, afferma, indicando tra i fattori di debolezza “il costo dell’energia che frena la competitività delle imprese italiane” e la bassa produttività. “Quest’ultimo aspetto, ad esempio, è in parte connaturato al nostro sistema produttivo, fatto in prevalenza di micro e piccole imprese, in parte a investimenti in innovazione, ricerca e in capitale umano insufficienti”, spiega. “Stiamo lavorando in questa direzione, ma è un lavoro i cui effetti si potranno vedere solo nel medio periodo”.
Caro energia: “Mi pesa molto non aver potuto fare di più”
Proprio il tema dell’energia resta uno dei nodi più delicati per famiglie e imprese. Meloni ammette di non essere riuscita a fare quanto avrebbe voluto sul fronte dei prezzi. “Mi pesa molto non aver potuto fare di più per famiglie e imprese proprio rispetto al caro energia“, afferma la premier, ricordando gli interventi sulla dipendenza energetica dall’estero e sulla diversificazione delle fonti. Meloni cita in particolare “l’accelerazione sulle rinnovabili”, la riapertura al nucleare, soprattutto quello di nuova generazione, e gli ultimi provvedimenti per accelerare le concessioni per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi. “Stiamo facendo tutto quello che è in nostro potere per rendere la Nazione più autonoma e abbassare i costi”, sottolinea. “Continueremo a farlo anche in questa fase”.
Zes unica, matrimonio egualitario e antisemitismo
Nell’intervista c’è spazio anche per il confronto con l’opposizione. Sulla Zes unica– tema affrontato anche a La Piazza di Affaritaliani durante la prima serata della kermesse in cui la premier ha rilasciato un video messaggio- Meloni sostiene che ci siano margini per approvare insieme al centrosinistra l’estensione dello strumento dal Mezzogiorno all’intero territorio nazionale, ma rivendica la paternità della misura. “Se l’unica proposta comune che hanno nel campo largo è un provvedimento fatto da noi, direi che sul programma sono un po’ indietro”, ironizza. Sul matrimonio egualitario, invece, la posizione della premier resta netta: “Penso che l’attuale quadro normativo sia equilibrato e di buon senso. E che non necessiti di modifiche“. Meloni interviene anche sul tema dell’antisemitismo, accusando una parte dell’elettorato di centrosinistra di considerare accettabili alcune forme di antisemitismo. “Il centrodestra contro l’antisemitismo senza ambiguità. Un pezzo di elettorato di centrosinistra purtroppo lo ritiene accettabile“, sostiene.
Afd, “i cordoni sanitari non funzionano”
Infine, sulla crescita dei movimenti della destra radicale in Europa e sull’Afd tedesca, Meloni invita a non ignorare le istanze degli elettori. “Da anni, in Europa sono cresciuti quei movimenti politici che pongono in primo piano la difesa dell’identità, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, il pericolo dell’islamizzazione dell’Europa”, osserva. “Nei confronti di questi movimenti, molto spesso la reazione dell’establishment è stata quella di provare a creare dei ‘cordoni sanitari’, non invece di affrontare nel merito le questioni. Come si vede, è una strategia che non funziona”. Secondo Meloni, la risposta deve essere invece quella di “ascoltare quelle istanze e rispondere”, indicando come esempio l’azione del centrodestra italiano su immigrazione clandestina, difesa dei confini, tutela delle fasce più fragili, periferie e lavoro.


