Qualche giorno fa Giorgia Meloni è stata invitata ad Arcore prendendo un po’ il posto di Umberto Bossi alle mitiche riunioni Lega – Forza Italia.
Il solo invito ha già avuto effetti: Salvini è gioioso ma un poco stizzito, la Meloni è gioiosa ma rimarca paletti e Berlusconi è Bel gioioso non in senso formaggesco ma nel senso che risulta per ora aver capitalizzato in maniera assai positiva la mossa fatta.
Infatti ha ottenuto due risultati: riaperto il dialogo con Fratelli d’Italia dopo lo stop dovuto alle amministrative romane e soprattutto ha scardinato in parte l’alleanza tra Salvini e la Meloni.
Un modo comunque da parte del “maschio alfa” di segnale il territorio politico e in attesa di buone notizie da Strasburgo sulla sua candidabilità.
Se si aggiunge a questo fatto quello della sua ritrovata visibilità “comune” e cioè della sua visibilità pubblica con la ormai famosa foto che lo ritrae a McDonald’s come un comune cittadino e l’ancor più famoso allattamento dell’agnello possiamo pensare che ci sia una strategia comunicativa ben precisa per preparare il suo ritorno.
Il problema politico semmai è capire come tenere insieme le istanze sovraniste di un Salvini peraltro in difficoltà -come ci dicono persone che lo conoscono bene- nel suo stesso partito dopo il lancio della componente sudista “Noi con Salvini” con quelle europeiste di Berlusconi e qui il ruolo di mediazione della Meloni si può fare più evidente e determinante.
Molto dipenderà a questo punto dalla partita politica che si gioca con le presidenziali francese: se la Le Pen vince Berlusconi sarebbe in difficoltà, viceversa, come apre probabile, se la Le Pen non ce la fa, allora sarebbe in difficoltà Salvini ma andare separati al voto, almeno con l’attuale legge elettorale, sarebbe sconfitta sicura per il centro – destra.
Quindi uno dei due oppure tutti e due i contendenti, Salvini e Berlusconi, devono fare un passo indietro e trovare un accordo.
