La manifestazione romana di sabato scorso di Fratelli d’Italia ha rimescolato un po’ le carte nel centro – destra.
Infatti, dopo la kermesse romana Giorgia Meloni ha vestito i ruoli della mediatrice e inviata da Salvini ha contattato Berlusconi che -a sua volta- non si è fatto pregare ed ha accettato il “corteggiamento” del duo.
E questo dopo che a partire dal referendum del 4 dicembre Berlusconi aveva assunto il ruolo di ago della bilancia per Renzi e la sua colazione di centro – sinistra.
Ma l’appoggio dato da Berlusconi alla Meloni (era presente a Roma anche Toti, ma questo vuol dire poco, vista la vicinanza storica con il duo) è tattico o strategico?
A guarda bene le cose non è cambiato molto da dicembre, anzi Salvini non ha votato Tajani il candidato (poi risultato vincente) di Forza Italia a Capo del Parlamento europeo e a Berlusconi “conviene” ancora essere determinate per il governo e questo perché: 1) Non é ancora eleggibile e quindi gli serve tempo 2) Gli serve l’ “aiuto” di Mattarella a Strasburgo per il ricorso che lo rimetterebbe in pista 3) Ha bisogno del governo per Mediaset e forse anche per la vendita del Milan ai cinesi.
Vista la bocciatura da parte di Renzi di un candidato FI all’ Agcom potrebbe inquadrarsi l’apertura a Salvini – Meloni come un segnale all’ ex premier toscano per fargli capire che si è in trattativa e che la partita è complessa.
Berlusconi, insomma, pare tenere il piede in due staffe e questo, dal suo punto di vista, è sicuramente l’atteggiamento più conveniente per prendere tempo e riacquistare potere.

