Competitività Ue, Meloni fa asse con Merz: convocato un pre summit per discutere su deregolamentazione e mercato unico - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 13:41

Competitività Ue, Meloni fa asse con Merz: convocato un pre summit per discutere su deregolamentazione e mercato unico

Convocato un pre-summit ad Alden Biesen con oltre dieci leader per stilare una strategia comune

di Emma Rossi

Meloni e Merz convocano pre-summit Ue sulla competitività giovedì 12 febbraio

Giorgia Meloni e Friedrich Merz, insieme al premier belga Bart De Wever, a quanto si apprende, hanno convocato un incontro tra leader Ue affini giovedì 12, prima del vertice informale Ue sulla competitività che si terrrà nella cittadina belga di Alden Biesen, per definire una linea comune su deregolamentazione, rafforzamento del mercato unico e centralità del commercio. Al tavolo dovrebbero essere presenti oltre una decina di leader, tra cui quelli di diversi Paesi dell'est e del nord Europa. Attesa anche la partecipazione della Commissione europea. Parigi sarebbe stata invitata, ma non avrebbe ancora confermato la propria presenza.  Il pre-summit si inserisce nel solco del report sulla competitività di Mario Draghi e dell'ultimo richiamo dell'ex premier che lunedì scorso, da Leuven, è tornato ad avvertire: di fronte alla corsa di Stati Uniti e Cina, l'Europa rischia di diventare "subordinata e deindustrializzata" e deve imboccare la strada di un "federalismo pragmatico", guidato dai Paesi "più lungimiranti".

Dopo la firma del protocollo sul piano d'azione italo-tedesco annunciato in occasione della recente visita del cancelliere tedesco a Roma, Meloni e Merz si candidano ad apripista della spinta sulla competitività, come leader delle "due principali nazioni industriali europee". Roma e Berlino replicano un metodo già sperimentato sul dossier migranti: riunioni preparatorie prima dei vertici Ue - promosse in quel caso dall'Italia con Danimarca e Paesi Bassi - che nel tempo hanno finito per rappresentare una maggioranza di Paesi membri.

Un formato consolidato anche sul fronte economico: i ministri delle Finanze di Italia, Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Polonia hanno lanciato il gruppo dei 'big six' per accelerare sulla crescita. La strategia dell'asse italo-tedesco segna una distanza sempre più netta dal protezionismo di Emmanuel Macron incarnato dal Buy European, contro il quale si sono schierati anche nordici e baltici (Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi e Svezia), attesi al pre-summit convocato da Meloni e Merz.

In un non-paper, i sei Paesi hanno messo in guardia: una preferenza europea generalizzata "rischia allontanare gli investimenti". "Isolarsi non è una risposta", ha ammonito la ministra dell'Economia tedesca, Katherina Reiche, rilanciando un approccio aperto ai partner globali, sostenuto anche dal Belgio. Alla vigilia del vertice informale di Alden Biesen, l'industria continentale si ritroverà ad Anversa, dove il belga De Wever è pronto a riaffermare la linea. Al summit toccherà poi a Draghi, insieme all'ex premier Enrico Letta, fare il punto sull'attuazione dei loro report, finora rimasti in larga parte sulla carta. 

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