Groenlandia, Meloni: “Un errore i dazi Usa contro chi ha mandato truppe. Ora si eviti l’escalation” - Affaritaliani.it

Politica

Ultimo aggiornamento: 11:58

Groenlandia, Meloni: “Un errore i dazi Usa contro chi ha mandato truppe. Ora si eviti l’escalation”

La presidente del Consiglio da Seul. Video

di Sara Barni

"Ho sentito Donald Trump e gli ho detto quello che penso"
 


Giorgia Meloni a Seul Nelle ultime ore ha sentito Donald Trump e ai giornalisti dichiara subito: "La previsione di un aumento di dazi nei confronti di quelle nazioni che hanno scelto di contribuire alla sicurezza della Groenlandia è un errore e non la condivido". Poi aggiunge che probabilmente c’è stato "un problema di comprensione e comunicazione" sull’iniziativa di alcuni Paesi europei. Si riferisce alla decisione di Francia, Germania, Norvegia e Svezia di partecipare alle esercitazioni congiunte con la Danimarca in Groenlandia, che ha scatenato la reazione americana e la minaccia di nuovi dazi. Quella dei partner continentali, sottolinea, è invece una decisione che non va letta in chiave "anti-americana". Bisogna dunque "riprendere il dialogo ed evitare una escalation".


LE PAROLE DI GIORGIA MELONI
 

 

Per la premier, riprendere il confronto significa immaginare una soluzione condivisa tra Unione europea e Casa Bianca che preveda la presenza di eventuali nuove truppe all’interno di una missione dell’Alleanza atlantica. “Continuo a insistere sul ruolo della Nato – dice - perché è la Nato il luogo nel quale noi dobbiamo cercare di organizzare insieme strumenti di deterrenza verso ingerenze che possono essere ostili in un territorio che è chiaramente strategico”. 

Meloni spiega anche di aver sentito il segretario generale dell’Alleanza atlantica Mark Rutte. “Il fatto che la Nato abbia cominciato a lavorare su questo è una buona iniziativa. A maggior ragione – ribadisce, dimostrando di voler calcare questo concetto – credo che sia un errore oggi imporre nuove sanzioni". Le chiedono della reazione del Presidente degli Stati Uniti, la leader risponde che qualcosa sembra essersi mosso: “Mi pare che fosse interessato ad ascoltare, ma mi pare che dal punto di vista americano non fosse chiaro il messaggio che era arrivato da questa parte dell’Atlantico. Chiaramente gli attori che preoccupano sono per tutti altri – aggiunge, riferendosi implicitamente a Russia e Cina - però questo messaggio mi è sembrato che non fosse affatto chiaro". Non rivela comunque la reazione di Trump alle sue parole, “non credo di poter qui fare lo stenografico di quanto ha detto un collega…”, dice, accennando un sorriso.

A dimostrare quanto la situazione sia complessa e carica di tensione, anche il programma delle prossime ore, che Meloni deve incastrare in una missione asiatica giunta alla sua ultima tappa: a breve si terrà una riunione degli ambasciatori europei a Bruxelles per ragione di come reagire agli annunci trumpiani di nuovi dazi, a cui dovrebbe seguire una telefonata tra leader dell’Unione europea. “Credo che in questa fase sia molto importante parlarsi".

E che la partita sia scivolosa lo dimostra infine anche la replica, fredda che Meloni riserva alla Lega. Il Carroccio ha esultato per i dazi di Trump all’Europa. La leader di Fratelli d'Italia non può aprire anche un fronte interno, ma non ha voglia di difendere Matteo Salvini. E dunque, quando le leggono quelle dichiarazioni e le chiedono se esista un problema politico, dice solo: “Non c’è un problema politico con la Lega".