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Migranti a Ceuta, la sospensione degli accordi di Schengen è la resa dell’Europa? Il dibattito su Affaritaliani

Emergenza migranti a Ceuta e gli accordi internazionali: un lettore scrive al nostro quotidiano dopo l’intervento del direttore Marco Scotti a “Coffee Break” su La7

Migranti a Ceuta, la sospensione degli accordi di Schengen è la resa dell’Europa? Il dibattito su Affaritaliani

Migranti a Ceuta, il dibattito su Affaritaliani dopo l’intervento del direttore Marco Scotti su La7

Si accende il dibattito su Affaritaliani sull’emergenza migranti a Ceuta e gli accordi internazionali che regolano i rapporti tra i Paesi europei. Ieri mattina il direttore di Affaritaliani Marco Scotti è stato ospite a “Coffee Break”, il programma di cronaca e attualità condotto da Andrea Pancani e in onda ogni giorno- da lunedì a sabato dalle 9.40 alle 10.50- su La7. Durante la trasmissione si è parlato inevitabilmente della situazione migranti a Ceuta, con l’arrivo di oltre 50mila persone nell’enclave spagnola dal Marocco. Il direttore a tal proposito ha dichiarato: “Sono immagini che fanno grande impressione, che ricordano quelle del 1991 a Bari: la nave presa d’assalto dagli albanesi che arrivarono in Italia. In quel caso sbarcarono nel nostro Paese, ora sono ancora in territorio africano. Mi preoccupa molto l’idea della sospensione di Schengen, non solo perché è un trattato che sancisce l’Europa per ciò che è, cioè un unico cuore pulsante che batte e che ragiona in un’unica soluzione, ma perché significa ancora una volta che si abdica al ruolo stesso dell’Europa e si continua a ragionare in termini di singole nazioni. Serve una cabina di regia unica da Bruxelles che tenga conto del fatto che ci sono Paesi come Spagna, Italia, Grecia e in parte Francia che, avendo un accesso diretto sul Mediterraneo, sono più coinvolti nel fenomeno migratorio rispetto ad altri Paesi che, essendo al Nord, sono più difficilmente raggiungibili”.

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Il direttore di Affaritaliani ha poi sottolineato la necessità di affrontare il tema in modo strutturale, evitando di intervenire solo in presenza di emergenze: “Rimandiamo un ragionamento serio e completo su quello che deve essere il controllo dell’immigrazione e sulla sua regolamentazione: rischiamo di continuare a trovarci davanti a emergenze di questo tipo. Non dimentichiamo poi la questione delle temperature: ci sono studi che dicono che per ogni grado di temperatura in più ci sono 500 milioni di migranti che si affacciano verso zone più fresche. O si inizia a ragionare come Europa unica e unitaria, oppure andremo avanti dicendo: chiudiamo oggi di qui, domani di là. Ma questo significa tamponare un’emergenza, non risolvere una situazione che rimane complessa.”

La lettera di un lettore al direttore di Affaritaliani Marco Scotti

Parole che hanno spinto un lettore a scrivere una lettera al direttore di Affaritaliani Marco Scotti a proposito appunto della crisi migratoria. Secondo il lettore definire la sospensione degli accordi di Schengen la resa dell’Europa si tratta di una lettura che rischia di “stravolgere” la realtà.

Ecco la lettera integrale:

Direttore,
ho sempre considerato Affari Italiani una testata intelligente e pragmatica, ma dopo aver ascoltato il suo intervento sui migranti, mi tocca ricredermi.

Viene francamente il dubbio se il suo ragionamento sia genuino o solo una comoda di facciata. Essere così accomodanti per compiacere al salotto di LA7 che, per stessa ammissione di Mentana, è diventata peggio della vecchia Rai 3, è una scelta che offende l’intelligenza degli italiani.

Il suo intervento è affetto da una palese dissonanza cognitiva, che arriva prima ancora della totale mancanza di logica tecnica e morale.

Punto primo: definire la sospensione di Schengen la “resa dell’Europa” è capovolgere la realtà. La vera resa è continuare ad aspettare un’utopica “cabina di regia” da Bruxelles, mentre i Paesi del Nord se ne fregano e noi gestiamo l’emergenza. Sospendere i trattati quando i confini saltano non è abdicare, è semplice e sacrosanta legittima difesa di uno Stato.

Punto secondo, la tecnica: tirare in ballo le temperature e i “500 milioni di migranti per un grado in più” è il solito alibi fatalista per giustificare l’immobilismo. Le crisi si governano presidiando i confini, non subendole per rassegnazione.

Infine, la morale: il dovere primario di uno Stato è garantire l’ordine e la sicurezza ai propri cittadini. Non ci si immola per un europeismo astratto che nei fatti è morto e sepolto.

Continuare a ignorare i numeri e la realtà trincerandosi dietro al solito slogan del “ci vuole più Europa” è, appunto, l’esatta definizione di dissonanza cognitiva. I fatti, fuori da quegli studi televisivi, sono un’altra cosa.

La risposta del direttore di Affaritaliani Marco Scotti

Buongiorno,

Intanto la ringrazio davvero per la sua lettera perché, caso raro, usa toni cortesi nonostante la “reprimenda” che mi rivolge.

Poi ci tengo a risponderle punto per punto perché credo che la vicenda necessiti ulteriori approfondimenti

1) Non ho mai pensato che l’Europa dei Paesi del Nord sia il modello giusto, quello del rigore e del far finta di dimenticare che il fenomeno migratorio (e l’ho detto anche ieri in trasmissione) non riguardi prevalentemente, per non dire esclusivamente, i Paesi del Sud. Ritengo però che si debba trovare una soluzione condivisa, come avvenuto per il Pnrr. La sospensione unilaterale di Shengen da parte dell’Italia è un errore drammatico.

2) Ricollegandoci al primo punto: non si può far finta di non vedere quello che sta succedendo dal punto di vista climatico. È una scusa per venire in Europa? Forse. Ma anche qui: o ci si attrezza con strutture di contenimento e di ricollocamento oppure si viene spazzati via dal fenomeno

3) Se ricorda, ho proprio detto che la sicurezza oggi è responsabilità primaria degli enti locali, non del governo di Roma. Ciò detto, nonostante dati che crollano per i vari crimini, la gente si sente poco sicura e questo sarà il tema della prossima campagna elettorale, ancorché permanente

La ringrazio per le sue notazioni, se mi autorizza pubblico questo nostro scambio su Affaritaliani per alimentare il dibattito.

Grazie 

La replica del lettore

Buongiorno Direttore, pubblichi pure il nostro scambio.

Visto che apriamo il dibattito, aggiungo due fatti che smascherano definitivamente la narrazione di queste ore, usando peraltro gli stessi articoli pubblicati dal vostro giornale.

Primo: il doppiopesismo sui morti, notato oggi anche da Sallusti. Oggi piazze piene e accuse di “omicidio di Stato” per Fakir, con sentenze già scritte contro la Polizia. Ieri, invece, silenzio tombale sulle quasi 60 vittime a Ceuta causate dalle sanatorie demagogiche di Sanchez. Nessun sit-in, nessuna prima pagina. Morire di socialismo non fa notizia. È lo stesso vizio ideologico che per decenni ha giustificato l’oblio sulle Foibe rispetto alle Fosse Ardeatine.

Secondo: il cortocircuito dei vostri stessi “esperti”. Ieri avete fatto spiegare a Schiavone che la Spagna “non può respingere” i migranti e che la chiusura di Schengen da parte dell’Italia è solo “propaganda”. Oggi, la vostra stessa prima pagina certifica che la Spagna ha appena rispedito in Marocco 37.500 persone in 24 ore e che persino la Francia di Macron ha blindato il confine spagnolo con forze mobili e droni.

La realtà oggettiva ha smentito i vostri tecnici in meno di 24 ore. La chiusura di Schengen non è propaganda, è legittima difesa.

I fatti e i morti sono questi. Le ideologie le lascio ai salotti.