Meno permessi umanitari e piu’ rimpatri forzati. E’ la ricetta per risolvere l’emergenza immigrazione, proposta da Vittorio Bertola, consigliere comunale M5S di Torino, e pubblicata sull’home page del blog di Beppe Grillo.
Il grillino illustra sul blog le sue quattro proposte sull’immigrazione: si va dal “giro di vite sui permessi di soggiorno per protezione umanitari”, alla “istituzione di sistemi efficienti per il rimpatrio forzato delle persone a cui viene respinta la domanda di asilo”, passando per l’”istituzione di una procedura specifica per la trattazione dei ricorsi contro il diniego dell’asilo”, fino alla “sorveglianza piu’ stretta dei profughi nel sistema di accoglienza”.
In partitolare, il consigliere pentastellato del comune di Torino, nel proporre un giro di vite sui permessi umanitari, osserva: “solo l’Italia li concede in massa. Da noi quasi un asilo politico su due viene dato a persone che non ne avrebbero diritto secondo i trattati internazionali sui rifugiati, ma che noi accogliamo comunque per ‘gravi motivi umanitari’. Negli altri Paesi europei questo tipo di permessi non esiste o viene usato in misura molto minore, da noi invece con questa motivazione si fanno entrare persone che non dovrebbero, perche’? Proprio per alimentare l’industria dell’accoglienza”.
Salvini risponde al Papa: è un dovere respingere i clandestini
| LA RISPOSTA DI SALVINI AL PAPA – “Con tutto il dovuto rispetto per Papa Francesco, respingere i clandestini non è un crimine ma, anzi, un dovere di qualunque buon amministratore, cattolico o no”. Con queste parole il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, interpellato da Affaritaliani.it, risponde alle parole del Pontefice (“Respingere i migranti è un atto di guerra”). Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74) |
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Respingere i migranti che arrivano dal mare, come avviene ai rohingya, popolazione musulmana in fuga dal Myanmar nell’oceano indiano respinta da diversi paesi dell’area, è “guerra”, “violenza”, “uccidere”. Così Papa Francesco rispondendo alle domande di alcuni ragazzi del Movimento eucaristico giovanile ricecuto questa mattina in aula Paolo VI. “Noi vediamo, quando guardiamo la tv o i giornali, conflitti che non si sanno risolvere e finiscono in guerre”, ha detto Francesco. “Una cultura non tollera l’altra. Pensiamo a quei fratelli nostri rohingya, sono stati cacciati via da un paese, da un altro, da un altro, vanno sul mare e quando arrivano a un porto a una spiaggia gli danno un po’ di acqua un po’ da mangiare e li cacciano in mare. Questo – ha detto Francesco – è un conflitto non risolto, questo è guerra, questo si chiama violenza, si chiama uccidere”.


