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Migranti, l’Italia esca dall’Ue

Meglio essere poveri per scelta, che per immigrazione imposta da altri

Migranti, l’Italia esca dall’Ue
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A migliaia stanno sbarcando. Le navi delle Ong li vanno a raccogliere davanti alle coste libiche. Dall’inizio dell’anno a oggi, secondo il ministero dell’Interno, in Italia sono arrivati 85.217 migranti, l’8,90% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (78.255). I Paesi di origine sono: Nigeria (14.504), Bangladesh (8.268), Guinea (7.844), Costa D’Avorio (7.455), Gambia (5.022), Senegal (4.914), Mali (4.862), Eritrea (4.553), Marocco (4.190) e Sudan (4.051). La maggioranza di questi sono migranti economici e non hanno diritto allo status di rifugiato.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni dice che l’accoglienza non può essere illimitata, il ministro dell’Interno Marco Minniti che la situazione sta diventando insostenibile. L’Ue, dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker alla cancelliera Angela Merkel al presidente francese Emmanuel Macron, non vogliono che i migranti sbarchino in porti non italiani, di altri Stati membri. E’ vero, il Trattato di Dublino, Frontex, Triton sono tutte iniziative cui l’Italia ha aderito. Ma esistono i numeri, il senso delle proporzioni, gli anni che passano e le condizioni che cambiano. Adesso i numeri sono ingestibili. L’Italia si sta impoverendo e indebolendo, la sua economia e la sua democrazia sono notevolmente minacciate. L’Italia è un Paese fondatore dell’Ue, ma se sarà lasciata sola dagli altri Paesi membri e l’invasione di persone senza casa, lavoro e soldi continuerà a questo ritmo, avrà un’ultima carta da giocare: uscire dall’Unione europea. L’ha fatto il Regno Unito, lo può fare l’Italia. Andarsene dall’Ue significa abbandonare l’euro. E’ vero, così facendo il Paese e gli italiani saranno più poveri. Ma meglio esserlo per scelta, che per immigrazione imposta da altri.