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Politica
Migranti, Renzi: "Guai fatti da chi urla". Salvini e Maroni: "Blocco delle prefetture"

"La polemica italiana e' comprensibile solo per chi non ricordi cosa e' accaduto in questi anni: la politica del 'facciamo tutto da soli', 'non chiediamo aiuto all'Europa' e' figlia della decisione di un governo precedente, e quella di dividere i migranti tra le regioni e' stata presa da Maroni, che ora si e' svegliato e dice il contrario". Lo dice Matteo Renzi a proposito del dossier migranti, nel corso della conferenza stampa al termine del G7. "Sarebbe facile buttarla in una polemica tra i partiti che non ha senso e che pero' non interessa ai cittadini", aggiunge il presidente del Consiglio che riconosce che "le cose cosi' non vanno" ma richiama anche i governatori del centrodestra a "recuperare il buon senso. La risoluzione dell'Onu se viene e' una buona cosa. Ma non e' che con la risoluzione dell'Onu con l'abbattimento di due barconi si risolve il problema. Il problema non si risolve urlando 'abbattiamo le prefetture', ma con il lavoro". Lo ha detto il presidente del consiglio Matteo Renzi incontrando la stampa al termine del G7.

La Lombardia andrà avanti nel minacciato taglio dei trasferimenti ai Comuni che accetteranno nuovi immigrati. Lo ha confermato il presidente della Regione, Roberto Maroni, rispondendo alle critiche sulla fattibilità di quanto annunciato ieri. "Stiamo facendo una serie di proposte, si può fare e lo farò. Ci sta pensando l'assessore all'Economia Garavaglia, stiamo lavorando sui tagli. Parlo dei fondi della Regione non di quelli del governo. I costituzionalisti non si preoccupino". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha risposto ai giornalisti sulle minacce lanciate dallo stesso Maroni ai sindaci della sua Regione di ridurre i trasferimenti se dovessero accogliere nuovi migranti.
 
Parlando a margine dell'assemblea di Confcommercio, Maroni ha detto che con il suo annuncio ha "messo il dito nella piaga. Il problema dell'immigrazione è assai rilevante e sentito molto dai cittadini e va gestito in modo diverso. Il ministro Alfano ha detto che vuole fare come ho fatto io. Benissimo. Io ho fermato gli sbarchi dopo la primavera araba".
 
Sul fatto che Renzi abbia detto che non si può fare lo scaricabarile, Maroni ha risposto: "Prima era sempre colpa di Berlusconi, ora di Maroni
. Il presidente del Consiglio deve risolvere il problemi e non dire è colpa tua, è colpa mia, siamo alle comiche. Il governo non sta risolvendo il problema dell'immigrazione. La Lombardia è la terza Regione in italia come numero di immigrati accolti. Non accetto che il governo decida scavalcando la regione". Secondo Maroni, Renzi "deve fare battaglia in Europa, deve battere i pugni sul tavolo e prendere per il bavero i ministri dei vari paesi. Invece di fare polemiche dia alla Lombardia i 160 milioni di euro che la Regione vanta come spese sanitarie per gli immigrati in 5 anni. Poi ne discutiamo". Maroni ha concluso affermando che "il tema dell'immigrazione è un problema serio, vogliamo risolverlo, sono disposto a parlare con il Governo, ma finora i prefetti hanno solo mandato in giro decine di migliaia di persone senza documenti. Bisogna fermare gli sbarchi come ho fatto io nel 2011. L'emergenza c'è, il governo la deve risolvere".
 
Salvini, pronti a bloccare prefetture. "Se Renzi e Alfano pensano di prendere il nord come soggiorno per i clandestini hanno sbagliato tutto" ha detto Matteo Salvini da Lonato del Garda nel Bresciano, paesi che domenica andranno al ballottaggio per il nuovo sindaco. Il leader della Lega ha negato di aver suggerito al presidente della Lombardia Roberto Maroni la proposta di bloccare i fondi regionali ai comuni che ospitano immigrati. "E' tutta farina del suo sacco e di quello di Zaia - ha detto Salvini -. Se vengono criticati vuol dire che hanno ragione e che hanno centrato il problema". La Lega è comunque pronta a bloccare le prefetture e a presidiare tutte quelle strutture che a spese degli italiani qualcuno vuole mettere a disposizione di migliaia di immigrati clandestini".
 
La risposta del prefetto di Milano. La diffida di Maroni ai Comuni della Regione ad accogliere nuovi immigrati non ha l'appoggio del prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca: "Milano attende le direttive e gli invii che il governo effettuerà e risponderà secondo i criteri generali", ha affermato. "Io non ho ricevuto nulla, alcuna lettera o indicazione - ha spiegato il prefetto, con riferimento alle nuove indicazioni del governatore lombardo - comunque sono vicende di carattere politico che non spetta al prefetto valutare". A Milano "i centri di accoglienza sono abbastanza pieni", ha poi precisato Tronca a margine dell'assemblea di Confcommercio, "ma siamo sempre pronti a fare la nostra parte in termini di solidarietà". Contro la posizione leghista anche il prefetto Mario Morcone. "I governatori leghisti hanno torto e dividono l'Italia. Lombardia e Veneto sono le regioni italiane, insieme alla Valle d'Aosta, in coda alla classifica dell’accoglienza, in rapporto al numero degli abitanti e ai Pil regionali. Maroni avrebbe fatto bene, soprattutto come ex ministro dell’Interno, ad osservare un attimo di riflessione prima di parlare". Parla così in un'intervista a Il Mattino il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del ministero dell'Interno. "La Sicilia accoglie il 22% degli immigrati, dietro di lei Lazio e Campania. In coda, Veneto, Lombardia e Valle d'Aosta. Il Veneto è tra le grandi regioni del Nord quella che ospita meno persone, con il 4%, mentre chi ha meno migranti è la Valle d'Aosta, che ne ospita solo 62".

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