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Misiani (Pd) a La Piazza 2026: “Dal governo misure tampone per la crisi energetica, così il conto per famiglie e imprese sarà salatissimo”

Intervista a Antonio Misiani, senatore del Partito Democratico, ospite alla kermesse di Affaritaliani

Misiani (Pd) a La Piazza 2026: “Dal governo misure tampone per la crisi energetica, così il conto per famiglie e imprese sarà salatissimo”

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Il Governo ha sottolineato una maggiore resilienza dell’economia rispetto alle previsioni. Qual è, secondo lei, il rischio più sottovalutato dalla maggioranza e dal Governo?

Noi crediamo che la risposta alla crisi energetica sia assolutamente insufficiente. Il conto che stanno pagando le famiglie e le imprese italiane è salatissimo: quasi 12 miliardi di euro, secondo le stime della CNA. L’autunno rischia di essere molto difficile. Il Governo sta procedendo attraverso misure tampone e proroghe di pochi giorni del taglio su benzina e diesel. Non basta. È necessario sostenere con molta più determinazione le famiglie e le imprese. Noi abbiamo fatto una serie di proposte, le ha illustrate Elly Schlein in una lettera al Corriere della Sera e abbiamo anche indicato come finanziarle. Chiediamo che diano una mano a sostenere questo momento difficile le imprese energetiche che stanno registrando utili molto elevati e possono dare un contributo maggiore, come peraltro il Governo ha chiesto con una lettera firmata da Giancarlo Giorgetti insieme ad altri ministri europei a Bruxelles.

Qual è la priorità economica che il Governo non può più rimandare?

La prima, in questa fase, è sicuramente l’energia: l’aiuto alle famiglie e alle imprese per affrontare l’emergenza e, soprattutto, una strategia per tagliare i costi. In Italia paghiamo elettricità e gas ai livelli più alti d’Europa. Questo sta provocando la deindustrializzazione del Paese e l’impoverimento di tante famiglie. Questo è il primo punto. Il secondo, per noi, è intervenire sul mondo del lavoro contro la precarietà e per aumentare i salari degli italiani, che sono rimasti fermi o addirittura in calo rispetto ai livelli di cinque anni fa.

Tra costi sempre più alti e salari sempre più bassi, quali sono secondo lei i nodi da sciogliere per le famiglie italiane e per i giovani?

Il tema dei giovani è particolarmente preoccupante. Noi abbiamo perso 190 mila ragazzi tra il 2019 e il 2023. La metà di questi sono laureati, ragazzi che hanno studiato fino all’ultimo e vanno all’estero perché solo all’estero trovano prospettive di lavoro e di vita dignitose. Questo non va bene. È un problema estremamente grave. Perdiamo capitale umano e perdiamo risorse. Dobbiamo costruire un progetto per far ritornare il più possibile questi ragazzi e per trattenerne altri in Italia, creando qui opportunità e lavorando anche sul sistema fiscale per renderlo più favorevole alle giovani generazioni. Per quanto riguarda le famiglie, il tema è la tutela del potere d’acquisto. L’inflazione purtroppo sta ripartendo, i salari non tengono il passo ed è per questo che riproporremo al Governo la legge per il salario minimo legale, ma anche meccanismi di adeguamento dei salari all’inflazione e di rafforzamento delle partite Iva più fragili, che stanno anch’esse soffrendo molto.