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NAPOLITANO: BERSANI VERIFICHI LA FIDUCIA NELLE DUE CAMERE - "Ho conferito in continuita' con eloquenti precedenti all'onorevole Bersani l'incarico di verificare un sostegno parlamentare certo a un governo che abbia la fiducia delle Camere". Bersani dovra' rispondere "appena possibile". Lo ha detto Giorgio Napolitano. "Si apre oggi una fase decisiva per dare all'Italia un nuovo governo sulla base dei risultati elettorali", ha esordito Napolitano uscendo dallo Studio alla Vetrata dopo circa 30 minuti di colloquio, "l'incarico che sto per dare costituisce il primo passo di un cammino che dovra' condurci al piu' presto al raggiungimento dell'obiettivo". "Dinanzi alla complessa articolazione delle posizioni emerse nelle consultazioni, sono giunto alla conclusione che il destinatario dell'incarico vada individuato nel capo della coalizione di centrosinistra, da essa designato anche con una procedura di partecipazione democratica nella persona dell'onorevole Bersani", ha spiegato, "tale coalizione, avendo ottenuto - sia pure grazie ad un margine di vantaggio assai ristretto sulla coalizione di centrodestra - la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera e una posizione di maggioranza relativa al Senato, e' obiettivamente in condizioni piu' favorevoli per ricercare una pur difficile soluzione al problema del governo, attraverso tutti gli opportuni contatti con le altre forze politiche rappresentate in Parlamento". "Ho pertanto conferito - in continuita' con eloquenti, appropriati e non lontani precedenti - all'onorevole Pier Luigi Bersani l'incarico di verificare l'esistenza di un sostegno parlamentare certo, tale da consentire la formazione di un governo che ai sensi del primo comma dell'articolo 94 della Costituzione abbia la fiducia delle due Camere. Egli mi riferira' sull'esito della verifica compiuta, appena possibile".

"Dalle consultazioni che ho condotto ieri e l'altro ieri con esponenti di tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, gia' nel passato scese in campo o di nuova formazione - partiti, movimenti, liste - ho tratto il senso di una larga condivisione della necessita' istituzionale di fondo che ho ricordato", ha proseguito Napolitano, "Diverse sono state naturalmente le indicazioni che mi sono state prospettate circa il modo di risolvere la crisi di governo e di aprire senza indugio il confronto in Parlamento sulle questioni che sono state al centro delle preoccupazioni e delle scelte dei cittadini elettori. Non si puo' ignorare la vastita' e acutezza del malessere sociale che si e' manifestato nel voto, insieme con l'asprezza dell'insoddisfazione e della polemica nei confronti del sistema dei partiti e dei vigenti meccanismi politico-istituzionali. Di qui istanze di radicale cambiamento che mi sono state manifestate dal 'Movimento 5 Stelle', confortato da un rilevante successo elettorale. Altre, importanti forze politiche hanno, nel corso delle consultazioni, espresso a loro volta una volonta' di deciso cambiamento da perseguire attraverso riforme solo avviate o da tempo invano attese. Ma non tocca certo a me vagliare piattaforme programmatiche, su cui dovranno pronunciarsi partiti e gruppi parlamentari nelle prossime discussioni finalizzate alla formazione del governo".

"A tutti e' apparsa chiara la portata delle sfide da affrontare. In considerazione di cio', si e' ricavata - da parte della coalizione guidata dall' on. Berlusconi ma anche da parte di altri - l'esigenza di un governo di vasta unione, che conti innanzitutto sulle due maggiori forze parlamentari, ovvero - come si dice in linguaggio europeo - di grande coalizione. Ma le difficolta' a procedere in questo senso sono apparse rilevanti : per effetto di antiche e profonde divergenze e contrapposizioni, che si erano attenuate nel corso del 2012 in funzione del sostegno al governo Monti ma sono riesplose con la rottura di fine anno. E' un fatto che, se si erano realizzate importanti convergenze, ad esempio con la riforma dell'art. 81 della Costituzione, sono rimaste bloccate proposte pur concordate di modifica di varii punti della seconda parte della Carta e intenzioni dichiarate di riforma della legge elettorale", ha proseguito.

"Peraltro, anche negli scorsi anni, caratterizzati da una dialettica bipolare tra coalizioni di governo e di opposizione, avevo sempre messo in luce l'esigenza di larghe intese tra gli opposti schieramenti su scelte di interesse generale, da quelle relative a garanzie di equilibrio istituzionale alle riforme del sistema politico-costituzionale, agli impegni di politica europea, internazionale e di sicurezza. Insisto sulla necessita' di larghe intese di quella natura, a complemento del processo di formazione del governo che potrebbe concludersi anche entro ambiti piu' caratterizzati e ristretti", ha detto ancora il Capo dello Stato. Comunque "occorrera' - per salvaguardare la posizione dell'Italia e anche per rafforzarne l'assertivita' e capacita' di spinta innovativa nel concerto europeo - forte spirito di coesione nazionale. Al di la' di quelle che potranno essere normali dialettiche maggioranza di governo/opposizione. Anche quella parte della popolazione che piu' soffre per la crisi economica e sociale e che piu' sollecita cambiamenti effettivi e' interessata allo sviluppo di confronti concreti e costruttivi, piuttosto che a scontri totali e paralizzanti. Si parta intanto con l'impegno a far nascere un nuovo governo. Ho ripercorso la prassi costituzionale quale si e' venuta consolidando ed evolvendo per cio' che concerne il procedimento volto alla formazione del governo. Come ha scritto un autorevole studioso e interprete della nostra Legge fondamentale (Enzo Cheli), "particolare stringatezza" presenta in essa "la disciplina relativa alla nomina del Presidente del Consiglio, che la Costituzione subordina soltanto al fine della formazione di un governo in grado di ottenere la fiducia delle Camere", consentendo quindi al Capo dello Stato - specie in assenza di risolutivi risultati elettorali - la necessaria discrezionalita' anche attraverso la creazione di diverse figure di incarico".

BERSANI: SVOLGERO' INCARICO CON DETERMINAZIONE ED EQUILIBRIO - "Svolgero' questo incarico con la massima determinazione e anche ricercando quella ponderazione ed equilibrio cui ha fatto riferimento il Presidente della Repubblica". Lo ha detto Pier Luigi Bersani dopo l'incontro al Quirinale con il Presidente Giorgio Napolitano. "Cerchero' di corrispondere all'incarico nel solco delle parole del Presidente Napolitano per l'avvio di una legislatura che abbia un governo in condizione di generare il cambiamento necessario - ha proseguito il segretario Pd - e un percorso di riforme in grado di realizzare quel che non si e' visto fin qui, gli aspetti rilevanti di riforme costituzionali e politico-elettorale".

BERSANI, SERVE TEMPO NECESSARIO SITUAZIONE DIFFICILE - "Ci metterò il tempo necessario in una situazione difficile". Così Pier Luigi Bersani, incaricato dal Capo dello Stato di verificare se esista una maggioranza di governo, ha risposto ai giornalisti al Quirinale che gli chiedevano se ritiene che riuscirà a svolgere questo mandato in tempi rapidi.

BERSANI: PORTERO' A PARTITI LE MIE IDEE - "Cerchero' di andare agli incontri con le forze parlamentari e politiche con idee piuttosto chiare, con poche parole ma intenzioni precise sul percorso di riforma che devono riguardare anche il sistema politico. Ma ci andro' con delle mie idee". Pier Luigi Bersani lo ha chiarito subito aver ricevuto dal Presidente della Repubblica l'incarico di verificare se possa ottenere uan maggioranza per formare un governo.  

BERSANI: INCONTRERO' PARTITI MA ANCHE SOGGETTI SOCIALI - Pier Luigi Bersani è intenzionato ad incontrare non solo i partiti ma anche le parti sociali. Il leader Pd lo ha chiarito dopo aver ricevuto al Quirinale l'incarico di verificare una possibile maggioranza di governo. "Mi metterò al lavoro con un primo necessario riferimento alle forze parlamentari che chiederò di incontrare, ma senza dimenticare un dialogo con i principali soggetti sociali", ha spiegato.

BRUNETTA: IMPOSSIBILE FARLO SENZA PDL E LEGA -
"Il presidente della Repubblica Napolitano non ha conferito all'onorevole Bersani l'incarico di formare il governo, quanto di verificare un sostegno parlamentare certo a un governo che abbia la fiducia delle Camere. Bersani, aggiunge Napolitano, dovra' rispondere appena possibile. Bersani, per parte sua, dice che la situazione e' difficile e che serve tempo". Cosi' il presidente dei deputati, Renato Brunetta, che aggiunge: "Forse il leader del Pd non ha capito bene le parole di Napolitano. Gliele ricordiamo noi le parole del Presidente: bisogna far presto, serve un governo nella pienezza dei poteri. Fare melina come adesso vuole fare Bersani, di questi tempi sarebbe inopportuno. Speriamo che il leader del Pd non tenti questa strada. Il risultato elettorale e' stato chiaro. Non c'e' governo nella pienezza dei poteri senza Pdl e Lega, senza la coalizione di centro destra. Ogni altra soluzione - conclude Brunetta - sarebbe avventurismo".

DI MAIO (M5S), LA LINEA E' SEMPRE LA STESSA - "La linea è sempre la stessa", non è cambiata: fiducia al governo, duqnue, no. Lo dice ai cronisti che gli chiedono dell'incarico a formare il governo dato dal Capo dello Stato a Bersani, Luigi Di Maio, neo vicepresidente 'grillino' della Camera.

GASPARRI: "BERSANI ANDRA' A SBATTERE"- La nostra posizione non cambia. Non ci sono i numeri, a meno con un colpo di scena improbabile Grillo decida di appoggiare Bersani". Così Maurizio Gasparri, senatore del Pdl e vicepresidente di Palazzo Madama, interpellato da Affaritaliani.it, commenta l'incarico conferito da Napolitano a Bersani di verificare la possibilità di fare un governo. "Ovviamente non daremo la fiducia al segretario del Partito Democratico e quindi andrà a sbattere. Le forze politiche principali devono invece aprire una nuova fase e collaborare per trovare un'alternativa; oppure prepararsi a nuove elezioni. Grasso premier? E' prematuro parlarne".

 GOVERNO: CALDEROLI, A BERSANI CERINO O DINAMITE? "Ho trovato una grande saggezza nelle parole del Presidente della Repubblica. Speriamo che alla prova dei fatti Bersani faccia propria questa saggezza. Una cosa e' certa: Napolitano non ha passato al segretario del Pd un cerino ma un candelotto di dinamite. Sta a Bersani non farlo esplodere e dimostrare di essere uno statista e non un kamikaze". Lo dichiara Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato.

GOVERNO: CICCHITTO, DISTINGUO LEGA? NO DIFFERENZE CON LINEA PDL - "Noi siamo andati con la Lega al Colle, non era mai accaduto prima, proprio per marcare il fatto che non ci sono differenze". Lo afferma Fabrizio Cicchitto (Pdl), a chi gli chiede se il Pdl non tema distinguo da parte della Lega sull'appoggio al governo Bersani.

GOVERNO: MARONI, VALUTEREMO PROPOSTE BERSANI D'INTESA CON PDL - "Incarico a Bersani: valuteremo le sue proposte d'intesa con gli alleati del Pdl e poi decideremo una posizione comune". Lo scrive su twitter Roberto Maroni.

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