Effetto Meloni sul debito pubblico, FdI: "Risparmio da minori interessi pagati di 27 miliardi nel 2027" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 15:02

Effetto Meloni sul debito pubblico, FdI: "Risparmio da minori interessi pagati di 27 miliardi nel 2027"

Nicola Calandrini, presidente della Commissione Bilancio del Senato

Di Alberto Maggi

"Lo spread BTP-Bund è sceso su livelli che non vedevamo da molti anni, arrivando a toccare i 62 punti base"


"La Legge di Bilancio traduce in scelte coerenti, nonostante un quadro internazionale difficile e con un vincolo che per noi resta decisivo, ossia la tutela dei saldi di finanza pubblica, l’obiettivo che il presidente del Consiglio ha indicato come una priorità per questo 2026, la crescita economica", afferma ad Affaritaliani Nicola Calandrini, presidente della Commissione Bilancio del Senato.

"La Legge di Bilancio si inserisce peraltro in un chiaro orizzonte di legislatura: dopo gli interventi concentrati sui redditi più bassi nella prima fase, oggi il baricentro si amplia sul ceto medio, per rafforzare il potere d’acquisto e alleggerire il carico fiscale su chi produce reddito. Il taglio della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% sullo scaglione 28–50 mila euro va esattamente in questa direzione. Si è scelto, inoltre, di usare il fisco per accompagnare la contrattazione e la produttività", sottolinea l'esponente di Fratelli d'Italia.

"Gli aumenti che nascono dai rinnovi dei contratti collettivi, dai premi di risultato e dalla partecipazione agli utili d’impresa godono di una tassazione molto più leggera: l’imposta sostitutiva sugli incrementi retributivi resta al 5%, quella sui premi di produttività viene ulteriormente ridotta di un punto e il tetto massimo agevolabile sale fino a 5.000 euro".

"È questo il senso di “premiare contrattazione e produttività”: legare gli aumenti salariali a risultati, rinnovi contrattuali e accordi aziendali, e usare la leva fiscale per far sì che quei soldi vadano soprattutto nelle tasche dei lavoratori, senza scoraggiare assunzioni e investimenti", aggiunge il  presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama.

"Al netto delle misure, comunque, possiamo affermare che il governo Meloni stia permettendo al sistema Paese di godere di un altro elemento di forza, che potremmo definire il dividendo di stabilità. Come certificato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, nei soli primi due anni di legislatura la stabilità governativa ha permesso di risparmiare 11 miliardi di euro di minori interessi pagati sul debito pubblico, cifra che si ipotizza arriverà a 27 miliardi nel 2027. E’ un risultato concreto, soprattutto se messo a confronto con i 265 miliardi gravati sull’Italia a causa di un decennio di totale instabilità politica", rimarca il senatore di FdI.

"E i mercati, oggi, riconoscono questa impostazione: lo spread BTP-Bund è sceso su livelli che non vedevamo da molti anni, arrivando a toccare i 62 punti base e la riduzione del costo di finanziamento non è un titolo di giornale: significa meno interessi e più spazio per politiche utili a famiglie e imprese. Sul fronte dell’economia reale, la Legge di Bilancio 2026 consolida una scelta di fondo: sostenere la crescita non con misure episodiche, ma costruendo una politica industriale che accompagni le imprese nel cambiamento e le renda più competitive", conclude Calandrini.

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