
“Se il 9 settembre, il Pd ritiene in due o tre sedute di chiudere la vicenda sulla decadenza di Berlusconi da senatore senza nessun approfondimento, la conseguenza non potrebbe che essere la fine di questa maggioranza”. Nitto Palma, presidente della commissione Giustizia del Senato, con un’intervista ad Affaritaliani.it, conferma la linea dura del Pdl. Poi l’ex ministro della Giustizia stronca Franceschini che ha chiesto al Pdl di smettere di minacciare la crisi di governo: “Non è un buon ministro”
Se il Pd dovesse votare la decadenza di Berlusconi da senatore come si comporterebbe il Pdl?
“Schifani è stato molto chiaro: se ci saranno tutti gli approfondimenti giuridici del caso su questa questione molto spinosa e se si dovesse sollecitare la Corte costituzionale non ci sarebbero problemi. Se il 9 settembre, il Pd ritiene in due o tre sedute di chiudere la vicenda sulla decadenza di Berlusconi da senatore senza nessun approfondimento, la conseguenza non potrebbe che essere la fine di questa maggioranza”.
Intanto il ministro Franceschini ha chiesto al Pdl di smetterla di minacciare la crisi di governo…
“Ma quali minacce, ma la finissero tutti quanti. Qui c’è una decisione da adottare sulla base di una legge che presenta dei problemi giuridici di tutto rilievo che a nostro avviso devono essere affrontati con serenità. Per questo chiediamo che i diritti della difesa vengano esercitati fino in fondo così come le problematiche giuridiche. Queste non sono minacce e credo che Franceschini non sia un buon ministro”.
Si dovrebbe dimettere?
“Non lo so, è un problema suo. Che cosa vuole che me ne importi di Franceschini a fronte della situazione che stiamo vivendo col Pd schierato a decidere sulla decadenza di Berlusconi in due sedute”.
L’unica strada quindi è quella che la Giuta per le elezioni rinvii la legge Severino alla Consulta?
“La strada è quella di affrontare con serenità la questione, senza pregiudizi di sorta attraverso un confronto sereno, di verificare se la legge è in sintonia con la Costituzione e se del caso investire la Corte Costituzionale. Qualsiasi strada diversa da questa sarebbe una prevaricazione che viene fatta sulla base dei numeri con l’unico obiettivo di eliminare tout court l’avversario politico”.
Daniele Riosa
@DanieleRiosa
